Le giacche del Dottor Stranamore - il ricordo di Werther Pedrazzi

10.03.2019 09:00 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 2982 volte
Le giacche del Dottor Stranamore - il ricordo di Werther Pedrazzi

(di Werther Pedrazzi). No Albertone, no… Potevi aspettare almeno un’altra Primavera, che ormai è alle porte. Eppure, un caro amico bolognese ci teneva quotidianamente informati, e ci toglieva ogni speranza… No, Albertone, no… Non avrai da noi una commemorazione, che ci sembra impossibile, per qualcuno che dal nostro piccolo Pianeta del basket non potrà mai andarsene. Troppo profonda la traccia, troppi e troppo vivi i ricordi.

Ecco. Un ricordo, quello si, possiamo andare a cercarlo in questa sera, bruttissima sera, di marzo.  E lo abbiamo trovato. Ad altri lasciamo il lungo elenco di quello che hai vinto, di quello che hai sfiorato e di quanto, e sempre Tu abbia lottato…

Vediamo se te lo ricordi anche tu, quello che di te scrivemmo nell’ormai lontano 1995, in un dolcissimo e intenso autunno bolognese…

Mo’ si, che te lo ricordi…

(Da: Tre Volte Virtus – edizioni Libri di Sport, 1995).

“C’è un romanzo famoso, “Allarme rosso”, che racconta la paura della bomba. L’incubo di un’umanità sull’orlo dell’autodistruzione. Uomini costretti a convivere con la paura della bomba, per i quali non ha più senso alcuno voltarsi indietro, per chiedersi da dove vengano, ma conta ormai soltanto l’altra domanda: dove stiamo andando?

Una vita dove non può sopravvivere curiosità alcuna, se non quella del futuro. Un’ansia di sopravvivenza che riempie ogni giornata. Un mondo in cui la quotidiana battaglia per mettere un giorno dietro a quello precedente sembra uccidere la poesia, e invece è proprio il contrario. A quella lotta per vincere la paura, alla vita del protagonista di quel libro, si ispira anche un film, “Il Dottor Stranamore”, ed anche una canzone dal medesimo titolo, “… bello l’eroe con gli occhi azzurri, dritto, sopra la nave… e tanta strada per vedere un sole disperato e sempre uguale, e sempre come quando era partito… forse non lo sai ma pure questo è amore…”.

Forse non lo sai… Nel basket è Alberto Bucci il Dottor Stranamore

Le giacche assurde, troppo colorate, la voglia atroce di scappare lontano quando si accendono i falò della festa, sfuggire all’euforia della vittoria, imparare a diffidare di quella prostituta sempre ubriaca, cercarla, però, sempre disperatamente. L’ansia di riempire una vita, iniziata subito in salita… Come potresti chiedere a lui da dove venga? Ad Albertone, che quando aveva sei mesi, e ancora non respirava la vita, fu colpito da una paralisi infantile, che lo segnò nel corpo e anche nel cuore. Che quando era ragazzo, insieme agli altri colori, conobbe il bianco accecante degli ospedali, tre interventi, a dodici, a diciotto e a vent’anni… Nessuno chieda a quest’uomo da dove viene, soltanto dove vuole andare, con il suo passo da eroe, reduce e ferito dal più tremendo ed invincibile dei nemici: il destino. Chiedete. E forse, con il suo bonario sorriso, vi risponderà: vengo da un mondo pieno di sfiga, e vado verso il mondo come ad una sfida… Qualcosa in testa che gli fa del male, ecco la sua bomba, decidere di conviverci, di non operarsi, e non vergognarsi a dire che ha paura. Decidere di vivere, imponendosi di essere sano… tutto questo… forse non lo sai ma pure questo è amore… Forse non lo sai, e nemmeno lo puoi immaginare, il coraggio di Alberto Bucci, il Dottor Stranamore…”.

Non ci lascerà mai il ricordo e l’esempio di una vita lottata e conquistata, attimo per attimo… Sempre. Fino a quella maledetta sera del 9 di marzo.

Ma dove vuoi andare, adesso? Noi ti tratteniamo. Per quanto ci consentirà il nostro fragile e breve “per sempre”.

Perché nessuno ci ha mai detto quello che tu una volta hai saputo dirci…

“Una volta ho sognato che perdevamo qualcosa di molto importante, ma tutti eravamo ugualmente felici, di aver dato il meglio di noi stessi. Un’altra volta ho sognato che non ci pagavamo più con i soldi, ma con il pane, e noi lo spezzavamo in tavola con molto rispetto… Forse faccio sogni troppo patetici… Ma se un giorno qualcosa di simile dovesse accadere nella realtà, forse l’unica squadra al mondo in cui potrebbe verificarsi è la Virtus”.

Anche a Rimini, Fabriano, Livorno, Verona e Pesaro… Alberto Bucci: indimenticabile!