De Raffaele e De Nicolao di nuovo insieme: «A lavoro sulla fiducia: è quello che serve»

22.01.2026 14:55 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
De Raffaele e De Nicolao di nuovo insieme: «A lavoro sulla fiducia: è quello che serve»

L'avventura di Walter De Raffaele alla guida della Acqua San Bernardo Cantù è ufficialmente iniziata: i brianzoli sono da un paio di giorni a lavoro per preparare la sfida alla Unahotels Reggiana. De Raffaele ha potuto contare su due giocatori che già conosce bene: Riccardo Moraschini ma soprattutto Andrea De Nicolao, con cui ha condiviso tutti i successi in Reyer Venezia. «Andrea mi lega naturalmente un affetto particolare, ci legato risultati, storie comuni, il contatto con lui non si è interrotto», dice De Raffaele. «Con Riccardo abbiamo avuto un'esperienza insieme a Venezia. Da loro mi aspetto la capacità di trasmettere le mie idee, il modo di lavorare, una leadership di quello che può essere un coinvolgimento degli altri giocatori rispetto alle novità. Certamente mi aspetto tanto: Andrea è un giocatore che dal punto di vista tecnico con me ha sempre avuto un feeling particolare, spesso è stato il prolungamento del mio modo di pensare in campo».

Dal canto suo De Nicolao promuove l'arrivo di De Raffaele a Cantù
«Mi sia consentito un passo indietro. Vorrei dire che, al di là di tutto, con Nicola Brienza abbiamo passato un anno e mezzo importante: c'è un esonero, ma i successi rimangono. La promozione e la Coppa Italia dello scorso anno sono anche merito suo. Ha vinto al primo colpo, con una squadra nuova: sono cose che rimarranno sempre nella storia del club. È stato un piacere condividere questi momenti e il campo con lui e sono fiero del rapporto che si è creato. Non sta a me commentare, ovviamente [la scelta di cambiare allenatore]. Ma ritrovo Walter, ed è un grande un piacere. Per me è un mentore, per il mio tipo di pallacanestro e gli do il benvenuto, ben felice che la società abbia pensato a lui», dice a La Provincia di Como.

Ricorda gli anni a Venezia
«Sono stati anni belli, profondi, in cui si è costruito una mentalità vincente nel progetto Reyer e Walter era il capofila del progetto stesso. Con lui c'è un rapporto stretto e profondo, che in quegli anni si è cementato giorno dopo giorno. Ci ha fatti crescere come giocatori e come uomini. Spesso ci si dimentica che, oltre a essere dei professionisti, siamo anche delle persone, e lui è un allenatore che sta attento al punto di visto umano. Chi ti accompagna nel percorso è fondamentale».

La prima richiesta e il cambio dal punto di vista motivazionale e tecnico
«Cosa ci ha detto? Di stare sereni. Di lavorare forte, ovviamente, ma anche di tornare a sorridere. Il nostro è un lavoro nello sport: positività e un sorriso non devono mancare mai. E aiutano a lavorare meglio. Sta lavorando sull'autostima, sul fatto che tutti possano tornare ad avere fiducia nei propri mezzi. È quel che serve per tornare a vincere. Inutile nasconderlo: chi più chi meno, il morale della truppa è basso. Ora bisogna tornare a un livello alto di autostima e di fiducia. Per quella che è la mia esperienza personale con lui, il suo sistema di gioco è molto diverso da quello di Brienza. Lui si adatterà alle nostre caratteristiche, ma anche noi dovremo essere bravi a capire le sue esigenze. Un po' alla volta, svilupperemo la sua idea di gioco adattandoci reciprocamente, con l'unico obiettivo di essere più efficaci possibile».

L'impatto come è stato?
«In poche ore sul campo, si è già lavorato nel profondo, andando a toccare tanti argomenti. Questo è un momento in cui bisogna stare con il cervello bene aperto per assorbire più informazioni possibili. Saranno settimane di duro lavoro mentale soprattutto, prima ancora che fisico. Tutti dovremo stare molto attenti e sono certo che miglioreremo».