NBA in EuroLeague, o EuroLeague come la NBA? Si parla di franchigia anche in Europa
Il basket europeo sta subendo un'enorme trasformazione, soprattutto da quando la NBA ha annunciato la sua volontà di mettere mano al business cestistico nel Vecchio Continente trovando l'appoggio della FIBA. Sono ancora tre i club a non aver firmato la licenza decennale - Real Madrid, che registrerà perdite record nella sua sezione basket, Asvel Villeurbanne, forse destinata alla BCL già dalla prossima stagione, e Fenerbahce. L'obiettivo delle società è trovare il modo di aumentare le entrate. La NBA ritiene che qui in Europa ci sia un business, ma bisogna coltivarlo in modo diverso. Il primo grande scossone è arrivato a fine gennaio. Era il 30 del primo mese del nuovo anno quando scrivevamo: "EuroLeague ha un nuovo Ceo: cosa comporta l'arrivo di Chus Bueno". Ovvero il nuovo CEO di EuroLeague, che ha preso il posto di Paulius Motiejunas, la cui "testa" è stata probabilmente chiesta proprio dai club sopracitati. Il motivo? Le mancate trattative con la NBA.
In che direzione va l'EuroLeague
EuroLeague ha registrato un gruppo di squadra abbastanza compatto, che ora punta a far entrare l'NBA e non il contrario. Insomma, a un accordo di partnership. Si è vociferata anche l'ipotesi che EuroLeague entri in NBA Europe con una quota di quest'ultima. Ma sono tutte indiscrezioni da confermare. Un altro tema noto in EuroLeague riguarda le licenze. La nuova direzione della Lega - probabilmente spinta proprio da Real Madrid e Fenerbahçe in prima linea - starebbe lavorando a una soluzione destinata a cambiare radicalmente il sistema: il passaggio dal modello delle licenze a quello delle franchigie. In altre parole: l'EuroLeague è pronta a compiere un primo passo verso il modello americano. In questo scenario, i club azionisti diventerebbero vere e proprie franchigie della competizione, legate alla EuroLeague senza una scadenza temporale definita. Come in NBA. E si tratterebbe di un’evoluzione naturale per una lega che già oggi funziona in modo simile, ma che potrebbe così semplificare i processi decisionali e chiarire definitivamente lo status delle squadre fondatrici.
Obiettivo economico
C'è ovviamente un aspetto finanziario da tenere in considerazione. Come dichiarato di recente da EuroLeague, la lega punta ad aumentare significativamente il proprio valore complessivo, con un traguardo fissato attorno ai 2,5 miliardi di euro nei prossimi anni. Secondo alcune stime fornite da EuroLeague si sarebbe affidata a JB Capital Markets, una rinomata banca d'investimento fondata da Javier Botín, che sta analizzando il piano di espansione, e riportate da Marca, il valore delle attuali licenze dei club oscillerebbe tra i 50 e oltre 200 milioni di euro, con il Real Madrid nella fascia più alta. Con il passaggio al modello di franchigia, il valore delle partecipazioni potrebbe crescere ulteriormente, mentre le nuove squadre interessate a entrare nella competizione dovrebbero pagare una quota compresa tra 40 e 75 milioni di euro nella fase iniziale dell’espansione. Tra i club interessati all'espansione, si sarebbero già fatte avanti Hapoel Tel Aviv, Dubai, PAOK e Valencia, con l'EuroLeague che vorrebbe arrivare ai 24 partecipanti - di cui 18/20 franchigie - nei prossimi 3 anni.
Il ruolo di Real Madrid e Fenerbahce
Parallelamente sembra essere cambiato anche l’atteggiamento di alcuni club chiave. In particolare il Real Madrid Baloncesto, che negli ultimi anni aveva mantenuto una posizione più distante dalla governance della lega, ora appare molto più coinvolto nelle decisioni strategiche. Anche il Fenerbahçe Beko, pur non avendo ancora firmato la nuova licenza, sembra orientato a proseguire il proprio percorso nella competizione. Se il passaggio al sistema di franchigie dovesse concretizzarsi a breve, la questione delle licenze potrebbe diventare rapidamente un ricordo del passato.