LBA Tv e arbitri e qualità in campo: dove la Coppa Italia 2026 può sorridere
Era il 23 settembre 2025. Oggi è il 23 febbraio 2025. La LegaBasket Serie A ha lanciato LBA Tv esattamente 153 giorni fa. Tempi strettissimi per lanciare un'idea in qualche modo rivoluzionaria, sicuramente nella pallacanestro professionistica in Europa. Sul modello di NBA League Pass, e che può davvero diventare case study per tutte le altre leghe. In questi 153 giorni gli ostacoli sono stati le tanto discusse App - arrivate ora praticamente ovunque - e un incidente di percorso a fine ottobre, un mese dopo il lancio, nella domenica della 4° Giornata di campionato. Ma al netto di questo il prodotto è stato funzionale, di qualità, senza particolari intoppi. La Coppa Italia ha messo in mostra quello che questa LBA Tv può diventare, e che speranzosamente sarà con il crescere dei ricavi da abbonamento (siamo sopra i 65mila). Lo "studio" alla Inalpi Arena - alla guida il direttore editoriale Alessandro Mamoli - è una formula interessante che sarebbe bello replicare sempre, quando possibile, per dare la giusta importanza a ogni singola partita, quello che fino ad oggi a parere nostro è mancato. Non si gioca il weekend perché il campionato deve andare avanti, ma perché ci sono storie nelle partite da raccontare. E sono quelle che poi davvero coinvolgono i tifosi - basta vedere cosa succede nel pallone, dove la minima situazione può far parlare mezza Italia, nel bene e nel male, per tutta la settimana. Tornando alla Coppa Italia, la fortuna di questa edizione è di aver visto tutte partite davvero combattute, con giocatori saliti in cattedra nel momento del bisogno garantendo un bello spettacolo sul campo e partite mai scontate.
Altro elemento da incorniciare nella quattro giorni a Torino riguarda gli arbitri. La categoria che più di tutte si prende insulti e offese (mai a ragione, le critiche sono un'altra cosa). Oggi, il giorno dopo la Coppa Italia, non si parla di loro. Vuol dire che tutto è andato bene. Ed è per questo che è giusto parlare di loro anche oggi. Gli errori ci sono e ci saranno sempre, ma la direzione è stata complessivamente ottima. Inevitabilmente la prospettiva del tifoso sarà sempre diversa, basta guardare la polemica subito montata sui troppi tiri liberi tirati da Brescia nella semifinale contro Milano, e spenta immediatamente dal coach dell'Olimpia Peppe Poeta. E a proposito di semifinali, anche se il regolamento - si dice, non abbiamo controllato ma poco cambia - non lo prevedesse, è stato gesto notevole quello di aspettare un sostituto, l'arbitro Baldini, che prendesse il posto dell'infortunato Quarta, al quale mandiamo un augurio di pronto recupero. La partita era troppo importante, e continuare con due arbitri avrebbe creato presupposti per altre polemiche, probabilmente. Bene così.