Luigi Suigo, il sogno NBA sulle orme di Jokic: «A 11 ricominciai basket per superare il dolore di quando ho perso mia mamma»
Luigi Suigo si è dichiarato eleggibile per il Draft Nba del 23 giugno. Una cinquantina di giorni per decidere se provare subito a fare il grande salto o meno, con la possibilità di ritirare il suo nome entro il 13 giugno e tanti college negli USA pronti con offerte importanti a questa eventualità. Testerà le acque il gigante italiano, 221cm, le cui quotazioni potrebbero salire nelle prossime settimane nei Mock Draft che al momento lo danno a inizio secondo giro. Ne ha parlato a Giuseppe Nigro su La Gazzetta dello Sport: "Mio papà è 2 metri, ha cominciato a giocare tardi: ha il record di velocità per uscita per falli! Mia mamma era 1.80, l'ho persa quando avevo 11 anni: a 7, per un problema che avevo ai talloni, volle che smettessi di giocare per paura che mi facessi male. Quando è morta era dicembre, a gennaio mio papà decise di iscrivermi di nuovo a basket anche per tirarmi su di morale: non potevo crederci che ricominciavo, mi ha aiutato a non pensare alla sua perdita".
Sulle orme di Nikola Jokic - Suigo ha scelto di approdare al Mega Basket in estate, il club serbo fucina di talenti da dove è uscito anche Jokic. "Anche per questo è stata la mia scelta. Non solo Jokic, più di una decina sono andati in Nba: Bitadze, Jovic, Zubac... Le altre opzioni erano in Serie A o all'estero. Ma ho pensato che uscire dalla comfort zone mi aiutasse a crescere come persona. E, con poco tempo per far vedere più possibile, con l'obiettivo del Draft di giugno, è stato importante sapere di avere un ruolo da titolare e più margine d'errore, che altrove non avevo". La decisione di lasciare l'Italia dove i giovani non trovano tanto spazio: "Qualcosa si sta muovendo, vedo squadre che stanno cercando di far giocare i giovani come Trento dei miei amici Niang e Hassan. Credo che in futuro aumenteranno i club che danno queste opportunità. Se fai due minuti a partita non riesci ad abituarti ai corpi e alla velocità del mondo senior, me ne sono accorto al Mega: le prime partite mi sono servite a prendere le misure, attaccato da guardie diverse da quelle che trovavo in Under 19".
Idoli e futuro - "Il primo, da piccolo, James Harden: mi faceva impazzire vederlo segnare in step back, al campetto provavo a emularlo e così ho imparato a farlo. Anche pensando al giocatore che sarei voluto essere, a 14 anni sognavo di diventare come Giannis ma con più tiro. Poi è spuntato Wembanyama! Guardo sempre a Jokic per come si muove in post basso e per il resto a Wemby e Porzingis: il giocatore con caratteristiche più vicine a me, per studiare come gioca, imparare, ripetere", mentre chiude parlando dei suoi obiettivi: "Finire la stagione nel miglior modo possibile per poter arrivare al Draft in una buona posizione. A lungo termine... se mai riuscissi ad arrivarci, poter fare una carriera tutta in Nba".