Virtus Bologna, Alen Smailagic rischia di finire ai margini: frizioni con Ivanovic e Jakovljevic?
A distanza di mesi Alessandro Pajola è pronto a tornare a disposizione della Virtus Bologna in quelle che con ogni probabilità saranno le sue ultime in maglia bianconera. Se da una parte il play azzurro è recuperato, dall'altra ci sono ai box ancora Vildoza e Morgan. Il play argentino è atteso per i primi giorni di maggio senza particolari complicazioni, mentre per Morgan il polpaccio uscito malconcio dalla sfida contro Cantù suggerisce cautela. Se la gara di domenica contro Trieste fosse da dentro o fuori, il club romperebbe gli indugi, ma vista la lunghezza della stagione si preferisce non rischiare. Un'assenza che si fa sentire, quella dello statunitense, che nel corso dell'anno ha visto crescere esponenzialmente il proprio peso all'interno del gruppo: uscendo dalla panchina come cambio di Edwards, è infatti capace di imprimere accelerazioni letali e produrre punti pesanti in pochissimi minuti.
Le momentanee assenze nel backcourt permettono almeno per ora a coach Nenad Jakovljevic di rimandare le complesse scelte legate al turnover. Con il recente ingaggio di Yago Dos Santos, il pacchetto degli stranieri è infatti salito a quota otto, costringendo due elementi alla tribuna in ogni match. Le gerarchie per ben cinque slot sembrano però già definite: in regia difficilmente si potrà rinunciare alla coppia Vildoza-Dos Santos, così come è intoccabile la potenza di fuoco garantita dal duo Edwards-Morgan nel reparto guardie. Sotto le plance, inoltre, Aliou Diarra si è guadagnato il posto a suon di miglioramenti offensivi e grande intimidazione difensiva, rendendo di fatto impossibile un suo accantonamento.
La matematica impone quindi che resti un solo pass a disposizione per tre giocatori: Derrick Alston Junior, Karim Jallow e Alen Smailagic. Se l'ex Manresa è diventato cruciale prendendosi tiri pesanti dall'arco e Jallow garantisce quantità e sacrificio difensivo, al netto di un apporto offensivo molto contenuto, il vero indiziato per finire ai margini (seppur non in via definitiva) sembra essere Smailagic. Nonostante le doti tecniche e balistiche del serbo classe 2000, che pure aveva iniziato bene la sua avventura a Bologna (e condizionato anche da diversi stop per infortunio), ora rischia e Il Resto del Carlino parla di "frizioni prima con Ivanovic e poi (più moderate) con Jakovljevic" che "lasciano intendere che tutti, Alen compreso, si aspettino di più". Fortunatamente, lasciatosi alle spalle il periodo nero delle otto sconfitte consecutive, la Virtus può ora sfruttare il lusso di preparare un solo impegno a settimana: tempo prezioso in palestra per inserire al meglio Dos Santos, ritrovare la forma di Pajola, recuperare giocatori più in difficoltà come lo stesso Smailagic, e difendere il primo posto dagli assalti di Brescia in vista dei playoff.
Concludendo su Smailagic, coach Nenad Jakovljevic ha speso parole importanti per lui a inizio aprile: "Lo conosco da tanti anni, abbiamo lavorato insieme con la Nazionale serba. Ci siamo conosciuti, abbiamo un rapporto oltre quello di quest'anno. So quanto ci può dare, e so quando è in modalità "non posso essere presente". Può darci molto, so qual è il suo potenziale assoluto. L'ho vissuto in Nazionale, e da avversario quando ero assistente alla Stella Rossa e lui era al Partizan. Ma a volte devo fare scelte non facili da digerire per i giocatori, ma sempre per tirare fuori quello di cui la squadra ha bisogno. Da Smailagic so che ci darà di più e mi aspetto che più presto possibile ci sia di aiuto". Era il 7 aprile dopo la sconfitta interna contro il Bayern Monaco.