Real, l'ennesima rielezione di Florentino Peréz: per una volta vince il merito
Ci sono figure che, nel mondo dello sport, attraversano le stagioni con la stessa solidità con cui un club attraversa le epoche, lo governano, e le loro azioni hanno riflessi che condizionano positivamente il resto del mondo e lo elevano quasi a modello universale. Florentino Pérez appartiene a questa categoria, e la sua nuova, ennesima rielezione alla guida del Real Madrid non è soltanto un passaggio formale, ma l’ulteriore conferma di un progetto vincente che continua a intrecciare ambizione sportiva e visione economica. In una notte che ha restituito numeri netti e un messaggio chiaro, il presidente ha ottenuto il 65% dei voti, superando Enrique Riquelme e assicurandosi un nuovo mandato fino al 2030. Sono stati 21.741 (contro 11.814) i soci che hanno scelto di confermare la sua leadership, affidandosi alla continuità di un percorso iniziato nel 2000 e proseguito, con una sola pausa (1995, Ramon Mendoza per uno scarto di appena 700 voti, ndr), fino a oggi.
La sua campagna, costruita attorno al motto “Mucha historia por hacer (Molta storia da fare)”, ha messo al centro un concetto che Pérez ha ribadito più volte: la necessità di proteggere il club attraverso un cambiamento societario che dovrà essere approvato prima dall’Assemblea e poi da un referendum tra tutti i soci. Nel suo programma ha scritto: «Il mio impegno è chiaro: difendere l’indipendenza del Real Madrid, rafforzare il ruolo dei soci e garantire che il club continui a guidare il calcio mondiale dall’eccellenza sportiva, dall’innovazione e dalla solidità finanziaria». E ancora: «La continuità non significa immobilismo; significa continuare a trasformare il club dall’esperienza, dalla stabilità e dall’ambizione». Parole che raccontano un progetto che non si limita al campo, ma che punta a consolidare il Real Madrid come modello globale di gestione.
La valorizzazione finanziaria del club è infatti uno dei pilastri della sua presidenza. Un principio che nella pallacanestro italiana fosse stato seguito da club come Olimpia Milano e Virtus Bologna - e magari anche da quella Montepaschi Mens Sana che tra il 2006 e il 2014 aveva realizzato un'epopea sportiva che probabilmente non sarà mai più replicata negli sport professionistici - oggi avrebbe potuto presentare una realtà ben differente. Nei mandati di Florentino Peréz il Real Madrid ha superato i 1.200 milioni di euro di ricavi annuali, decuplicando gli introiti rispetto al suo arrivo e rafforzando un patrimonio che oggi comprende la Ciudad Real Madrid e la recente trasformazione del Bernabéu in un impianto avveniristico. A questo si aggiungono progetti come il Bernabéu Infinito e il Madrid Innovation District, pensati per portare il club alla frontiera tecnologica del settore. E mentre evita di fare nomi sul futuro allenatore (sia nel calcio che nella pallacanestro) o sui prossimi acquisti, Pérez ha ribadito un principio che accompagna da sempre la sua visione: «Con me giocheranno sempre i migliori giocatori del mondo e anche quest’anno sarà così». La sua rielezione, dunque, non è soltanto un risultato elettorale, ma il proseguimento di un modello che unisce risultati sportivi, innovazione e una strategia economica che ha reso il Real Madrid una potenza senza equivalenti.