La strada che porta Matiasic a Roma passa per Brescia, Scafati, Torino e naturalmente Trieste
Uno scandalizzato Gianni Petrucci aveva deciso di mettere fine al mercato delle vacche della compravendita con trasferimento di sede delle società di pallacanestro riformando il Regolamento Organico FIP nel 2020. Anche il caso della Vanoli Cremona, che come è noto cambierà denominazione sociale trasportandosi armi e bagagli a Roma con il placet del Consiglio Federale in questo maggio 2026 è stato trattato nel rispetto dell'art. 170 del Regolamento. E alla fine, benché intortati da farlocchi comunicati stampa del club e da pennivendoli compiacenti falsi come una moneta da 500 euro di giornalini di provincia quando avevamo rivelato degli accordi con Nelson a fine novembre 2025, i tifosi locali hanno fatto buon viso a cattivo gioco, accettando la realtà: nella pallacanestro dei giorni nostri tutte le piccole società devono trovare una nuova dimensione.
Le società avevano tempo fino a fine mese di maggio per formalizzare l'iscrizione al prossimo campionato. E la cordata Nelson l'ha fatto, da Cremona, salvo poi arrivare al 30 giugno, quando si dovrà completare l'iter di iscrizione con le fidejussioni e quanto altro occorre, e in quella occasione comunicherà anche la nuova sede, con la prevista ratifica del Consiglio Federale programmato al 15 luglio. I più attenti dei miei 23 lettori, a questo punto diranno: e Trieste? Come è noto, il presidente Matiasic ha deciso, a nome dei suoi investitori, di accompagnare la squadra giuliana al suo destino e realizzare una formazione a Roma che possa avere i requisiti per iscriversi al campionato LBA nel 2026-27 e all'altro campionato che dovrebbe partire nell'ottobre 2027 denominato NBA Europa. Un destino che richiede, come spetta a una città di mare, un percorso di navigazione dettagliato, studiato per destreggiarsi tra incastri regolamentari, partner disposti a trattare la cessione dei loro titoli, tifoserie in fibrillazione. Secondo i rumors raccolti, sarebbero stati interessati diversi interlocutori, quindi cercheremo di capire quali sono ad oggi le possibili soluzioni che permetterebbero a Matiasic di completare il suo progetto che, in questo momento, può contare sul PalaEur come campo di gioco e la Stella Azzurra EBK per il settore giovanile. Sostanzialmente due, con la seconda che apre uno scenario complesso.
Matiasic ha offerto alla città di Trieste la possibilità di rilevare la Pallacanestro: tutto ruota su questa operazione.
Opzione 1 - Non si palesa un investitore sufficientemente strutturato per portare in fondo l'operazione e poiché il Cotogna Group non può possedere due squadre nella stessa serie, non ha altra scelta che trasferire il club a Roma, portandosi dietro i vari Ruzzier e Brown sotto contratto e magari anche il riottoso Arcieri. Chi nulla dà, nulla riceve: nella città giuliana rimarrebbe come massima espressione cestistica lo Jadran di B Interregionale e come prospettiva quella di domeniche a passeggiare sul lungomare.
Opzione 2 - Arriva la nuova compagine sociale che rileva con successo da Matiasic la Pallacanestro Trieste. Due possibilità:
a) disponibilità a trattare sulle cifre di compravendita e di gestione allo stesso livello, accordo fatto. Matiasic andrà a concludere una delle trattative di acquisto che gli vengono attribuite.
b) disponibilità che non superi un investimento complessivo di un paio di milioni, il che significherebbe che il club non potrebbe affrontare un campionato di serie A nel 2026-27. Matiasic ringrazia, sorride e saluta e porta tutto a Roma.
c) disponibilità che non superi un investimento complessivo di un paio di milioni, seconda chance. Matiasic provvede a trovare sul mercato una società di A2 che cede il titolo sportivo, lo passa alla cordata giuliana e si porta la Pallacanestro Trieste a Roma.
Opzione 3 - Senza se e senza ma si fa l'affare tra la nuova compagine triestina e Matiasic. Il presidente americano va a concludere una delle trattative che ha aperto per l'acquisto di un club di serie A. Secondo i rumors, sarebbero due quelle attualmente dotate di un dossier: Scafati e Brescia.
a) Scafati avrebbe rifiutato un'offerta di 3 milioni di euro per cedere il titolo, ma secondo noi i giochi non sono ancora davvero chiusi.
b) Brescia ha reagito alla diffusione delle notizie con un comunicato di smentita che rinvia ogni decisione a dopo la fine dei playoff.
Questa mattina Latagliata, su La Stampa, ipotizza che il presidente di Torino, Avino, abbia intavolato la cessione del club a Brescia che, dopo aver ceduto la serie A a Matiasic, riprenderebbe il suo percorso dalla serie A2. Ma se la pressione della tifoseria bresciana e un eventuale successo nei playoff dovessero costringere Ferrari a recedere dal suo proposito di vendita, ecco che il titolo di Torino potrebbe soddisfare lo stesso le ambizioni di Matiasic offrendolo come da punto c) dell'opzione 2 alla cordata di Trieste.
Quanto dovremmo attendere per sapere come andrà a finire questo polpettone baskettaro? Il regolamento chiede che le società arrivino a bocce ferme entro il 30 di giugno. In modo da presentare dossier completi in ogni loro parte per ottenere l'approvazione definitiva del Consiglio Federale che come abbiamo già ricordato è stato fissato al prossimo 15 luglio.