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Max Ferraiuolo: «Cantù-Varese è la partita. Per i varesini esiste solo questo derby»

19.04.2026 14:00 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Max Ferraiuolo: «Cantù-Varese è la partita. Per i varesini esiste solo questo derby»

Il Team Manager della Openjobmetis Varese Max Ferraiuolo ha parlato in esclusiva a PianetaBasket - intervenuto nel podcast Sul Parquet - in vista del derby 150 tra Cantù e Varese. "Ci sono tanti derby, ma la partita con Cantù è la partita. Per i varesini esiste solo questo derby. Io ne ho giocati 12, conservo ricordi bellissimi, perché ne ho vinti 12. Tra il 1986 e il 1991. Sarà che sono un po' la bestia nera dei canturini. Non diciamolo ad alta voce (ride ndr). Quando ho fatto il mio esordio nel 86' da anni non vincevano da anni. Da lì iniziammo un filotto, 12 vittorie tra stagione regolare e una semifinale Scudetto, finita con lancio di monete in campo, un casino incredibile, partita sospesa e vittoria per noi con risultato acquisito. Senza contare tutti quelli giocati a livello giovanile. Li ho giocati nel settore giovanile, poi in Serie A contro quasi gli stessi giocatori. Una volta era più semplice questo passaggio della giovanili alla prima squadra. Io, Vescovi, Caneva per esempio, contro i vari Riva, Bosa, Sala, Gilardi. Anni di sfide culminati con quelli della Serie A. A Varese se chiedi qual è la partita più sentita, è questa. I nostri tifosi sono in fermento terribile da una settimana".
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Come si trasmettono le sensazioni di un derby ai giocatori stranieri? "Un buon sistema è quello di far vedere qualche filmato, anche delle nostre epoche, e come le tifoserie partecipavano. Si giocava al Pianella e Masnago, il clima non era infuocato. Di più. Per cui fare percepire a loro quanto per i nostri tifosi - che già sentono così caldi in tutte le partite in casa - sia un qualcosa che va quasi oltre l'evento sportivo, ma diventi quasi una cosa personale. Noi abbiamo il vantaggio di avere due ragazzi di Varese, Librizzi è anche il capitano ed è bravissimo a parlare ai compagni e cercare di far capire meglio le situazioni. E poi abbiamo un coach greco, che di derby ne ha vissuti: saprà toccare le corde giuste".

I ricordi di quelle battaglie a Desio. "Il Pianella era magico. Amavo giocare lì. Al di là della serie di vittorie, e di quanto fosse bello ma complicato uscire incolumi da lì in quegli anni, il Pianella era uno di quei palazzetti che ti trasmetteva quelle vibrazioni, sensazioni per cui per un giocatore è fantastico giocarci anche da avversario. Forse ancora di più fa avversario. Quando facevano vibrare le mura, tremava tutto. Era bellissimo. Tutta la struttura in sé si prestava alla vibrazione del calore dei tifosi canturini. Allora le trasferte non erano mai vietate ai tifosi, c'era lo scambio di sfottò ma anche la corsa a chi riusciva a creare la coreografia più simpatica che prendesse in giro gli altri. Una partita fantastica da giocare. Oggi forse ha perso un po' più la magia, per quelli che sono i contesti nei quali si gioca, e perché gli interpreti ogni anno cambiano, e non tengono dentro di sé questa voglia di rivalsa per un derby perso precedentemente. Però conserva sempre un profondo significato per le due città. Giocarlo dopo cinque anni nei quali mancava è bello. E dico una cosa per la quale magari i tifosi varesini mi metteranno due dita negli occhi: l'anno scorso ho tifato - credetemi - perché Cantù tornasse in Serie A. È una piazza che deve stare in Serie A. Ed è una piazza contro la quale vincere è sempre più bello".

Un ricordo di un derby particolare a Cantù. "Il primo giocato da giocatore. Venivamo da anni di buio a Cantù, non si riusciva a vincere. Per me era una delle prime partite che giocavo in Serie A, a 21 anni l'idea di giocare contro Marzorati, e altri che avevo visto quasi solo in televisione, mi metteva i brividi e mi eccitava in modo pazzesco solo al pensiero. Abbiamo vinto di 20 punti quella partita a Cantù, al Pianella, dopo tanti anni di digiuno. Ho giocato una buona partita. Tutti siamo andati oltre i nostri limiti ed è stata una soddisfazione incredibile. Per noi è il pubblico. Quello è il derby che più di ogni altro conservo nel mio cuore. Anche da dirigente ne ho visti tanti, non abbiamo vinto così spesso negli ultimi anni perché sono sempre state partite molto toste. Spero che stasera possa essere un bello spettacolo per tutti".

Il derby di domenica. "Sono convinto che se giocheremo con l'energia che ci ha contraddistinto nell'ultimo periodo, difesa intensa per giocare in contropiede, potrebbe essere la chiave della partita. Cantù è una squadra più esperta di noi, forse con talento individuale maggiore rispetto a noi. Credo molto nell'approccio e nella determinazione che avremo. Spero davvero che potremmo portare a casa una vittoria che potrebbe voler dire tantissimo sotto tanti punti di vista".