Andrea Bargnani: «Con NBA, il basket europeo e quello italiano hanno davanti un'opportunità storica per rilanciarsi»

19.04.2026 10:20 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Andrea Bargnani: «Con NBA, il basket europeo e quello italiano hanno davanti un'opportunità storica per rilanciarsi»

Andrea Bargnani, Executive Advisor della LegaBasket Serie A, ha rilasciato una lunga intervista a Il Sole 24 Ore. Il Mago segue i principali progetti di crescita della Lega, dalla Lba Tv, la piattaforma creata da quest'anno, al marketing, dall'area digital ai rapporti con i fornitori e gli sponsor, fino a quelli con i club, nella convinzione che "lo sviluppo della parte aziendale - spiega - è ciò è che mancato di più nel basket italiano ed europeo, soprattutto nell'ottica di una costante collaborazione tra club e Lega. Non ci rendiamo conto del treno che stiamo perdendo. I fondi di private equity negli ultimi 10 anni hanno aumentato in misura esponenziale gli investimenti nei club di calcio europei. Adesso questi club sono venduti con un moltiplicatore di cinque rispetto ai ricavi annui, mentre quelli della Nba tra 15 e 17 volte. C'è un gap da colmare enorme, ma anche tante opportunità da cogliere". 

Da dove ripartire? "Il principio è che non si possono continuare a spendere soldi che non si hanno. I cestisti della Nba ricevono il 50% dei ricavi della Lega. In Europa si guadagnano stipendi da un sistema che genera deficit. Non sono sbagliati i 50 milioni guadagnati in Nba, ma i 500mila euro ottenuti qui. Ecco perché servono regole vere di financial fair play, di sostenibilità, ma anche le migliori regole finanziarie non serviranno a nulla se non aumentiamo la torta. È indispensabile aumentare i ricavi del movimento. Noi europei abbiamo un focus sul campo e non a caso il nostro prodotto sportivo è più appassionante di quello della Nba sotto molti aspetti. Ma negli Usa hanno saputo valorizzare lo spettacolo e farlo fruttare. Un modello da cui abbiamo molto da imparare". 

NBA Europe. "Sugli impianti siamo rimasti decenni indietro, anche rispetto alla Spagna, per dire. Nba Europe è un'idea affascinante. Mettere insieme gli economics della Nba con la tradizione e i 270 milioni di appassionati europei potrebbe dar vita a qualcosa destinato a superare in prospettiva lo stesso campionato nordamericano. Bisognerà capire se i vari soggetti, Nba, Eurolega e Fiba, riusciranno a trovare la quadra, a partire dai calendari. Negli Usa ci sono 30 franchigie. Il movimento europeo professionistico è composto da centinaia di club, con il rischio di una dispersione delle risorse. Ad oggi il progetto Nba Europe prevede la possibilità che quattro squadre su 16 possano accedere alla competizione provenendo dai tornei domestici. E questo può contribuire ad aumentare il valore dei campionati nazionali che però devono trovare la loro dimensione, anche economica restando legati al territorio. Non si può ancora pensare di affidarsi a figure stoiche di imprenditori che portano avanti le squadre solo sulle loro spalle. Le spese vanno tenute agganciate al fatturato organico. Nella Germania, campione del mondo di basket, sono riusciti a creare un sistema sano, rinunciando per ora ai top player più costosi. Ma con l'idea che lavorando sulle aree di business meno sfruttate si possa progressivamente tornare a elargire ingaggi più elevati. Ma senza distruggere i bilanci. Certo, bisognerebbe avere parametri validi per tutti e un piano condiviso. Ma il basket europeo, e quello italiano, hanno davanti un'opportunità storica per rilanciarsi".

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.