Nate Ament: il prospetto NBA con passaporto italiano va al Draft 2026
Non solo Luigi Suigo tra gli Azzurri al Draft NBA 2026: Nate Ament, giocatore statunitense ma di passaporto italiano, ha deciso di iscrivere il suo nome nella lista dei giocatori selezionabili a giugno. Ala freshman da Tennessee, ha prodotto 16.7 punti di media a partita con 6.3 rimbalzi e 2.3 assist nella stagione NCAA 2025/26, entrando nel All-SEC second team. Le sue quotazioni sono scese, ma vanta un ottimo 38.1% da tre punti, e ora si trova come prospetto numero 8 nel big board di ESPN. Il 19enne non è un giocatore da cui ci si aspetta impatto immediato in NBA, ma certamente a livello di potenziale è tra quelli da tenere sotto occhio.
La cittadinanza italiana
Non se ne parla tanto, ma Ament ha passaporto italiano. Il motivo? La mamma. La storia è di quelle incredibili: aprile 1994, il Ruanda va nel caos dopo l'assassinio del presidente Juvénal Habyarimana. L'attentato fu attribuito agli estremisti hutu e scoppiò una guerra civile. Secondo le Nazioni Unite, circa un milione di tutsi furono massacrati. Oltre alle uccisioni, si stima che circa 250.000 donne furono vittime di stupri, con conseguenze devastanti anche sul piano sanitario. Le violenze si protrassero fino al 4 luglio 1994, quando il Fronte Patriottico Ruandese prese il controllo del Paese
La madre di Nate, Godelive Mukankuranga, si trovava in Italia in quegli anni e riuscì a salvarsi. “Quando ho finito la scuola per infermieri, è successo il genocidio in Ruanda. Hanno ucciso tutti. Mia madre, mio fratello, le mie due sorelle, i miei zii, mio cugino. Tutti sono stati uccisi tranne me, due mie sorelle che ora sono in Italia e un fratello rimasto in Ruanda. Era tutto completamente finito e io ero già lì [in Italia]”, ha raccontato. Accolta e poi adottata dalla famiglia italiana di Marco Tangheroni e Patrizia Paoletti, ha trovato una nuova vita: “I miei genitori adottivi non avevano figli. Ero lì da sola con loro quando hanno visto che non mi era rimasto più nessuno. È per questo che hanno deciso di adottarmi, e sono diventata loro figlia. E sono diventata italiana. Tutto quello che ho viene dall’Italia”.
Il padre, Albert Ament, vanta una grande carriera collegiale a Wayne State dal 1985 al 1989. Conobbe la moglie mentre lavorava per il Catholic Relief Services a seguito del genocidio ruandese, era il 1996. Entrambi erano impegnati negli sforzi di soccorso, dopodiché si sono trasferiti prima in Italia -un anno a Roma - e successivamente in Virginia, negli Stati Uniti, dove hanno cresciuto i loro quattro figli, tra cui Nate. Il passaporto italiano, che potenzialmente potrebbe fargli vestire anche l'Azzurro in futuro, laddove interessato, arriva da mamma Godelive.