Il misterioso Nick Marshall. Chi è davvero e cosa porta a Napoli l'eterna promessa NBL?
(di DAVIDE COLOTTI). "Nick Marshall potrebbe essere il miglior DP nella storia della NBL". Correva l'anno sportivo 2022/23 e queste erano le parole di Antonius Cleveland, allora compagno di Marshall negli Adelaide 36ers, con cui il neo acquisto della Guerri Napoli aveva esordito da professionista nella stagione precedente. Sì, ma chi è un DP? Un Development Player, un giovane aggregato alla prima squadra che può allungare le rotazioni anche in partita, ma solo nelle gare casalinghe. Un viatico verso la NBL vera e propria, ma anche, talora, come dimostra il recente caso di Luke Travers, un viatico verso il sogno: la NBA.
Torniamo al 2022. Allora 23enne, Marshall aveva strabiliato in pre-season, trascinando le "riserve" dei 36ers con una doppia doppia da 23 punti e 10 rimbalzi contro l'Overtime Elite dei gemelli Amen e Ausar Thompson, futura quarta e quinta chiamata al Draft NBA 2023. Era solo il preludio a qualcosa di molto più grande: in quei giorni di inizio ottobre, battendo i Phoenix Suns di Chris Paul, Adelaide sconfiggeva per prima in NBL, su suolo americano, una franchigia NBA. Con l'organico a pieno regime, Marshall metteva il suo piccolo tassello con un assist in 5 minuti sul parquet, e si guadagnava la stima del due volte difensore NBL dell'anno Antonius Cleveland, oggi al CSKA Mosca. Con l'ala-centro Robert Franks e la combo-guard Craig Randall, Cleveland andava a costituire quello che allora fu definito "il miglior trio di americani della storia della NBL".
Per quanto meraviglioso, fu un fuoco di paglia: passata l'esaltazione del momento, Adelaide chiuse addirittura all'ottavo posto su dieci. Il trio capace di combinare 89 punti contro i Suns non fu il migliore della storia della NBL, né l'astro nascente designato Marshall, con 4,5 punti in 11 minuti di utilizzo medio, ebbe a sua volta l'occasione di fare la storia. Ai blocchi di partenza del 2023/24 e del 2024/25 è ancora molta l'attesa per la svolta di Marshall, che non arriva. In un quadriennio, l'enfant du pays - è originario proprio dell'area di Adelaide - non va oltre un massimo di 4,8 punti di media in 17 minuti, quello della passata stagione.
La svolta in Tasmania. A volte la scelta migliore è cambiare aria, lasciare il nido: chiusa la NBL 2024/25, in off season Marshall vive la sua prima esperienza da "import" nella vicina Nuova Zelanda, vincendo il campionato da titolare con i Wellington Saints (19,9 ppg, 7,4 rpg). Poi la chiamata dei Tasmania JackJumpers, a cui si lega per il 2025/26. Il ragazzino si è fatto uomo: per chi segue la NBL, a dispetto delle quasi 27 primavere, Marshall è ancora quella guizzante promessa che quattro anni fa doveva spiccare il volo, e la sua ascesa inizia quando forse sembrava fuori tempo massimo. Con Tasmania, Marshall vive la sua prima avventura da protagonista in NBL, segnalandosi per la sua utilità e duttilità. Le cifre, probabilmente, le avrete già lette: 10,1 punti, 5,2 rimbalzi e 2 assist in 26,3 minuti, tirando con il 41,6% da tre punti. Atletica guardia-ala di 198 cm, Marshall salta, schiaccia, tira con precisione e difende forte anche sulla prima opzione offensiva avversaria. Basti pensare alla sua prova da "cagnaccio" sulle tracce dell'MVP Bryce Cotton (25,7 ppg), tenuto a soli 15 punti in 38 minuti (5/18 dal campo) nella vittoria del 9 gennaio nella sua ex casa, Adelaide.
Come si presenta in LBA? Nick Marshall arriva a Napoli nel momento migliore della sua carriera e probabilmente al picco della condizione: abile a scalare le gerarchie tasmaniane anche grazie alle opportunità legate a diversi infortuni, lo swingman ha poi consolidato il suo ruolo di preziosa opzione su entrambi i lati del campo potendo contare su un mentore come Scott Roth. Artefice del miracolo JackJumpers, con cui ha vinto uno storico titolo nel 2024, il coach americano vanta trascorsi europei sia sul parquet che in panchina. Se pensiamo alla tipica "allegria difensiva" della NBL, in cui non è raro che una partita termini 120-111 in 40 minuti, l'impronta di Roth potrebbe favorire l'inserimento di Marshall in LBA. Ma non è solo difesa: l'assenza della stella Bryce Hamilton ha offerto responsabilità offensive che il neo napoletano ha colto con un career high di 31 punti (5/5 da due, 7/8 da tre) alla terzultima di regular season contro i Brisbane Bullets, prima di caricarsi ciò che restava della squadra sulle spalle ai play-in (20 punti in 40 minuti nella sconfitta con Melbourne).
Un "oggetto misterioso"? Marshall è pronto al grande salto in Europa? Sarà il campo a stabilirlo, ma è sicuramente bene non attendersi troppo, né da subito, da un ragazzo che vivrà un'esperienza completamente diversa e nuova dall'altra parte del mondo. Avrà sufficiente tempo per adattarsi? Sicuramente potrà farsi conoscere: chi ha cercato "Nick Marshall Wikipedia" sarà rimasto deluso. Non esiste ancora una sua pagina sulla celebre enciclopedia online, e anche i siti specializzati riportano più di un'inesattezza:
- il ruolo: come detto, Marshall è un 2-3, non una point guard
- l'esperienza negli States: prima di entrare nel roster degli Adelaide 36ers, ha vissuto una piccola parentesi USA, ma non è il "nostro" Nick Marshall quello che ha giocato in Maryland con i Loyola Greyhounds. È solo un omonimo e, per accorgersene, basta cliccare sul suo profilo nel sito dell'università. Niente NCAA per Marshall, che ha invece vissuto una stagione nella meno nota NAIA tra le file della Clarke University, in Iowa
- i premi individuali: Marshall è stato candidato al titolo di difensore dell'anno e a quello di giocatore più migliorato della NBL nel 2025/26, ma non ha vinto. È John Brown III (South East Melbourne Phoenix) il Defensive Player of the Year, mentre il Most Improved Player è Flynn Cameron (Adelaide 36ers).
(DAVIDE COLOTTI)