Davide Casarin rompe il silenzio sul futuro tra l'opzione NCAA e le offerte tra Italia e Europa
Intervistato da Michele Contessa su “La Nuova di Venezia e Mestre”, Davide Casarin ha commentato la sua massima stagione finora nel campionato italiano: “Senza alcun dubbio. È vero che gioco in Serie A da quando avevo 16 anni, ma è stata la prima stagione in cui ho avuto massima responsabilità, ho sentito grande fiducia, ho potuto esprimermi nel ruolo che sento più mio. Ho avuto la fortuna di lavorare per tutta la stagione con Luca Vitali, uno dei migliori play italiani degli ultimi anni. Non è stato facile lasciare la Reyer, in tanti hanno visto la mia scelta di andare a Cremona come un passo indietro, invece, alla resa dei conti, facendo il bilancio a fine stagione, è come se avessi compiuto dieci passi in avanti”.
L’ambientamento a Cremona è stato rapidissimo a inizio anno: “Ho sempre sentito parlare molto bene dell'ambiente di Cremona, ma quando ho potuto toccare con mano la realtà, mi sono reso conto che la situazione è ancora migliore. È un piacere muoversi da casa e venire ad allenarsi, siamo un gruppo molto unito con un allenatore, Gigi Brotto, davvero bravo a farci sentire una famiglia. Poi a Cremona ho ritrovato Sasha Grant con cui ho conquistato la promozione in Serie A con Verona, poi tanti giovani”.
Casarin è in corso per i premi stagionali di miglior italiano e giocatore più migliorato: “Sinceramente non me l'aspettavo, è molto gratificante essere entrato nelle due cinquine sia per quanto riguarda la nomination come miglior giocatore italiano sia quella di giocatore maggiormente migliorato rispetto alla passata stagione. L'importante è esserci in queste cinquine e la stagione di Cremona è gratificata anche dalla presenza nelle nomination di Veronesi e di coach Brotto”.
Futuro NCAA e Naizonale. "[La NCAA] è una delle opzioni sul tavolo, avrei ancora due anni di eleggibilità. Le offerte però non mancano anche in Italia e in Europa, le stiamo valutando insieme al mio entourage e naturalmente alla mia famiglia. È un altro segnale della bella stagione che sto disputando. Un pensierino alla maglia azzurra? Normale, anche perché durante l'ultima finestra europea ho dovuto fermarmi per i postumi dell'infortunio in campionato. Quel giorno contro Cantù ho davvero temuto il peggio, anche se come mi capita spesso, ho forzato per rientrare. In estate l'Italia giocherà le ultime due partite della prima fase del girone di qualificazione ai Mondiali e sarebbe bello ritornare a far parte del gruppo".