Treviso, Pasquini: «Questa TVB è diventata squadra. Ora c'è da finire il lavoro»

29.04.2026 09:20 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Treviso, Pasquini: «Questa TVB è diventata squadra. Ora c'è da finire il lavoro»
© foto di Masi/Ciamillo

La stagione della Nutribullet Treviso sembrava compromessa fino a poche settimane fa. Il 9 febbraio, alla pausa del campionato, la squadra giaceva solitaria in fondo alla classifica con sole tre vittorie in diciotto gare, sospesa sul baratro della retrocessione. Eppure, al rientro in campo dopo un mese, la formazione veneta ha cambiato radicalmente volto, conquistando cinque successi nelle ultime sei partite e compiendo il decisivo sorpasso su Sassari in ottica salvezza. A spiegare la genesi di questa incredibile rimonta è il direttore sportivo biancoblù, Federico Pasquini, al Corriere del Veneto: «Siamo arrivati alla sosta dopo aver passato di tutto, tra infortuni e problemi. Abbiamo provato a lavorare sulla testa dei giocatori, affrontando il finale di stagione come un campionato di dieci partite. E qui devo dare merito a coach Nicola, che ha lavorato benissimo sulla squadra assieme a tutto lo staff tecnico e medico. Ci siamo detti di pensare solo una partita alla volta: abbiamo sfiorato la vittoria nel derby e a Varese, poi abbiamo ingranato la marcia. Ma il lavoro non è ancora concluso, ci mancano due partite per completare l'opera».

Il momento esatto in cui è cambiata l'inerzia della stagione è chiaro nella mente del dirigente, che sottolinea l'importanza vitale della coesione tra tutte le anime del club, esplosa durante una difficile sfida al Palaverde. «Quando abbiamo capito che dovevamo stare tutti assieme, giocatori, società e tifosi», rivela Pasquini sulla svolta dell'anno. «E voglio proprio citarli i nostri tifosi e il calore del Palaverde, perché ricordo bene la fine del primo quarto con Cremona, sotto 10-22: il tifo, gli applausi e il sostegno che è stato una spinta. Da lì è scaturito un quarto da 37 punti e il cambio di marcia che ci ha portato a vincere quella partita e tutte le altre». Nonostante l'incredibile striscia di vittorie, il DS allontana le sensazioni di una rivincita personale, mantenendo i piedi per terra: «Sto diventando troppo vecchio per perdere l'equilibrio... Non credevo di essere un genio quando ho vinto il triplete con Sassari e non mi sono mai sentito un incapace in questi mesi. Sicuramente la componente degli errori commessi all'inizio, più la sfilza di infortuni che abbiamo subito, non ci hanno permesso di lavorare come pensavamo fin da subito. Però la società ci è sempre stata vicina, aiutando a cercare sempre la soluzione migliore per superare il periodo difficile e non posso che ringraziare ognuno di loro. Ora, però, c'è da finire il lavoro».

Ora l'attenzione è tutta rivolta al decisivo scontro in trasferta contro Cantù, un vero e proprio spareggio salvezza dove i calcoli non sono ammessi. Le direttive sono chiare: non guardare i risultati delle avversarie dirette come Sassari. «Non dobbiamo assolutamente pensare di guardare quello che succederà negli altri campi, ma continuare a giocare la nostra partita. Cantù è una squadra forte, che in casa si esprime molto bene e che ora con gli ultimi innesti ha trovato un equilibrio completo. Ha giocatori come Green, che è decisivo, o De Nicolao che guida tutti con la sua esperienza. Giocheremo in un palasport bollente, con tanto entusiasmo. Un po' com'era quello che abbiamo trovato anche a Brescia, dovremo cercare di stare dentro la partita il più possibile».

Sull'enorme pressione e sulla tensione che graverà in campo durante queste ultime due giornate decisive, Pasquini non ha dubbi sulla forza mentale e sulla ritrovata identità del suo gruppo: «Noi siamo abituati a stare spalle al muro, lo siamo da parecchio tempo e dovremo continuare a vivere questa situazione. Ma ho la sensazione che questa Tvb sia diventata squadra e gruppo. E che tutti insieme questi ragazzi vogliano conquistare un grande risultato, per loro e per questa splendida piazza. Aver vinto sul parquet di Brescia, sotto questo aspetto, sicuramente ci aiuta: quindi testa bassa e pedalare, perché ci sono ancora due partite per finire questa stagione».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.