Nando Marino: «Bucchi mai in discussione. Siamo delusi e ci dispiace, ma stagione non finita»
Il presidente della Valtur Brindisi Nando Marino ha parlato al termine della stagione regolare, con i pugliesi che affronteranno la Tezenis Verona ai playoff. Il numero uno della New Basket ammette: "Era questo il campionato che volevate fare? Assolutamente no. Siamo delusi noi per primi. Tanto delusi. Ci dispiace. Siamo convinti di avere una delle squadre più forti della A2. Una squadra che soltanto 25 giorni fa, sul 77-77 contro Scafati, "correva il rischio di vincere la regular season". Io capisco le critiche, i tifosi, ma nella vita sono sempre andato avanti per quello che mi sembrava giusto fare", dice Marin a Zona Basket su Antenna Sud. Di seguito alcune dichiarazioni:
Le critiche ricevute in questa stagione
"Faccio anche un'altra analisi: Brindisi è una città di 90mila abitanti, probabilmente ci saranno 40mila tifosi di pallacanestro veri. E se ci sono 15 scalmanati che scrivono per frustrazione, antipatia nei miei confronti, ignoranza, cattiveria e spirito di distruzione di un giocattolo così bello costruito con tanti sacrifici economici, si vadano a sfogare. Mi hanno girato messaggi, anche di un ex pallacanestro, "vergognatevi". Ma di cosa ci dobbiamo vergognare? Si vergogni lui che scrive questo della squadra per cui pensa di tifare. Siamo alla follia. O giornalisti che scrivono "ora il Re è nudo"..."
Gli aspetti tecnico-tattici che non hanno funzionato
"Chiaro che questa squadra, e qui c'è un aspetto tecnico importante, ha deluso le aspettative. Questa squadra non doveva arrivare settima. Questa è l'unica cosa. E quando sento dire che non abbiamo un direttore sportivo, vorrei ricordare che abbiamo fatto una squadra che era al primo posto con Verona, Rimini, Pesaro, Scafati nella griglia di partenza. Se noi non capiamo niente di pallacanestro, non capiscono nulla tutti i giornalisti. Siamo stati al primo posto e chiuso il girone di andata al primo posto. Abbiamo giocato la Coppa Italia, da primi in classifica. Non abbiamo saputo integrare tre giocatori della Madonna come Copeland, Francis e Cinciarini che insieme avrebbero dovuto ribaltare il campionato. I giocatori e lo staff non sono riusciti a integrarsi in questa scacchiera strepitosa. Mi vengono a dire che ci mancava il pivot di riserva: Scafati ha vinto il campionato con un giocatore come Iannuzzi che lo hanno massacrato quando ha giocato qui. Ci sono 10/15 persone che rovinano un ambiente sano. I giocatori le sentono queste cose".
Il problema stranieri
"In fase di campagna acquisti abbiamo dato al coach il secondo o terzo budget più alto della A2. Abbiamo messo insieme una squadra con i due numeri quattro più forti della stagione passata. Abbiamo preso il miglior assist-man nella storia della pallacanestro italiana. Se poi non si è riusciti a creare gli equilibri giusti per far giocare Francis, che ha fatto 26 punti nella prima a Avellino, e Copeland che l'anno scorso con Verona ci fece 41 punti... Aveva alle spalle una promozione con Pistoia. Chiaro che le annate non sono sempre uguali e il ragazzo non ha reso. Ora abbiamo preso il miglior realizzatore dell'ultimo campionato di Serie A2 (Ahmad): dimostrerà il suo valore e della scelta azzeccata fatta nel portarlo a Brindisi".
Assenza del direttore sportivo
"Vedendo come è stata allestita la squadra... Chi avremmo dovuto prendere? LeBron James? Io credo che se dovessimo andare in Serie A è fondamentale avere uno che faccia scouting, perché devi prendere 6 americani. In A2 hai due americani, e per vincerla devi avere italiani esperti: è molto semplice. Abbiamo preso Francis che aveva 25 punti a Vigevano, Copeland che aveva vinto il campionato due anni prima, e li voleva tutta la Serie A2. Abbiamo preso Mouaha, un giocatore di sostanza, Miani che lo volevano tutti, Esposito che scendeva dalla Serie A, confermato Vildera. Avevamo Ndzie, che doveva essere un rincalzo, ed è andato a giocare in NCAA. Dut Biar si è rotto il ginocchio dopo una settimana...".
Obiettivo Serie A
"Se saliremo quest'anno in Serie A, bene, altrimenti l'anno prossimo faremo un altro squadrone perché Brindisi deve e può andare in Serie A. Ma non dimenticatevi che una città come Cantù ha impiegato cinque anni. Non è facile. Noi con i budget più scarsi in Serie A abbiamo corso il rischio di vincere campionato, perché gli allenatori hanno fatto dei capolavori".
La posizione di Piero Bucchi
"Si finisce con Piero [Bucchi], e lui non ha mai pensato alle dimissioni. La mamma di tutte le disgrazie è stata la partita di Mestre: è stata la partita che ha rovinato una stagione. Era possibile fare una striscia di cinque/sei vittorie. Siamo amareggiati, ma il campionato non è finito. Due anni fa Trieste entrò nella griglia playoff da testa di serie come noi e vinse. Abbiamo parlato nello spogliatoio dopo l'ultima: ci siamo detti che dobbiamo riconquistare il pubblico con grandi partite. Ci giochiamo la faccia: voi giocatori per i contratti dell'anno prossimo, noi per avervi scelto, l'allenatore perché vi deve portare al livello al quale secondo noi potete competere. Sono fiducioso che Bucchi riesca a ribaltare questa situazione: ne abbiamo viste e vissute tante".