Alessandro Cappelletti e la corsa salvezza di Treviso: «Una alla volta, a Cantù per vincere»
Alessandro Cappelletti protagonista della risalita della Nutribullet Treviso. In casa della Germani Brescia il play azzurro, che si è preso il titolo di miglior italiano del turno, ha prodotto 15 punti con 8 rimbalzi e 8 assist. "Beh, per la verità sono un po' acciaccato, è stata una partita piena di contatti, ma direi che ne valeva la pena. Io credo che possiamo parlare di una vera e propria impresa: sapevamo quanto fosse difficile solo poter competere per 40 minuti contro una squadra esperta, che gioca assieme da tanti anni. La partenza non era stata delle migliori, ma ciò dà ancora più valore al nostro successo: ribaltare a Brescia una situazione molto difficile non è da tutti, per l'ennesima volta questo gruppo ha dimostrato, oltre che tenerci un sacco, di avere in sé qualcosa di speciale da dare ancora", dice a Il Gazzettino ed. Treviso.
Vincere a Brescia nonostante un -19 è un'impresa nell'impresa: come l'ha ribaltata Treviso? "All'inizio faceva tutto il contrario di quanto avevamo preparato e quindi ecco nervosismo e tensione. In un timeout nel secondo quarto ci siamo parlati, bisognava aver fiducia, in fondo dovevamo ancora iniziare a giocare, eravamo troppo brutti per essere veri. Continuare a sbattere contro il muro ci ha fatto aprire gli occhi, poi quando è scattata la scintilla non ci siamo più guardati dietro le spalle. Chiaro, non è questo il sistema più sicuro, ma grazie alla nostra fiducia siamo riusciti a ribaltarla ed ora ce la godiamo. Magari qualcuno nota che abbiamo preso 90 punti, ma nella ripresa solo 39, una difesa incredibile contro uno dei migliori attacchi del campionato. Quando Brescia ha messo Burnell da tre, il merito va a Rahkman che su di lui ha difeso in maniera pazzesca, a dimostrazione che ogni volta c'è un protagonista diverso. Mars veniva da due gare non positive ma stavolta è stato cruciale, veramente chirurgico".
Salvezza più vicina. "La matematica dice che è ancora presto, direi di pensare ad una partita alla volta, come d'altra parte stiamo facendo da un mese e mezzo. E quindi andremo a Cantù per vincere. L'ambiente è sereno e positivo, vincere aiuta a vincere, ora si può lavorare con tranquillità, convinzione ed appunto fiducia. L'aspetto determinante è che, a due partite dalla fine, possiamo guardare esclusivamente a noi stessi: è questa a mio avviso la vittoria più importante".