Vlade Divac ammette l’errore: “Passare su Luka Dončić? Oggi sembra uno sbaglio”

Vlade Divac ammette l’errore: “Passare su Luka Dončić? Oggi sembra uno sbaglio”

A distanza di otto anni dal Draft 2018, Vlade Divac torna su una delle decisioni più discusse della sua carriera dirigenziale: il mancato arrivo di Luka Dončić a Sacramento. Ospite del podcast Fast Break di Byron Scott, l’ex general manager dei Kings ha riconosciuto che quella scelta, col senno di poi, “sembra un errore” . Divac ha raccontato di aver seguito Dončić da vicino già un anno prima del Draft, volando personalmente a Madrid per incontrarlo. “Era sicuramente in cima alla lista,” ha spiegato, “ma ovviamente sembra che abbia sbagliato” .

Il nodo: Fox o Dončić. L’ex dirigente ha chiarito che il problema non era il talento dello sloveno — definito “un talento incredibile” e “uno dei migliori della lega” — bensì la costruzione del roster attorno a De’Aaron Fox, già allora considerato il leader tecnico della franchigia. Divac ha spiegato che, per lui, Dončić era un playmaker puro, un “coach in campo”, e che sceglierlo avrebbe significato dover tradare Fox. “Tutti i miei assistenti mi dicevano che poteva giocare da small forward, ma io rispondevo: no, Luka è un point guard”. Una scelta che riflette un dilemma comune nelle piccole piazze NBA: puntare sul talento assoluto o sulla continuità del progetto.

Dončić, un rimpianto che cresce ogni anno. Da allora, Dončić ha confermato ogni previsione: nella stagione 2025-26 ha viaggiato a 33.5 punti, 8.3 assist e 7.7 rimbalzi di media, numeri che lo collocano stabilmente tra i migliori giocatori del mondo. In carriera, dopo otto stagioni, mantiene 29.2 punti, 8.2 assist e 8.5 rimbalzi, incarnando il prototipo della superstar moderna: creatore primario, motore offensivo totale, capace di controllare ritmo e spaziature come pochi altri nella storia recente .

Fox, identità e mercato. Divac ha aggiunto che Fox rappresentava “il fit perfetto” per l’identità dei Kings, mentre Dončić — per stile, personalità e potenziale mediatico — gli sembrava più adatto a un “big market”. Una valutazione che oggi appare superata dai fatti, ma che all’epoca rispecchiava le priorità di una franchigia in cerca di stabilità. Non ha ricordato che la sommatoria degli errori seguenti avrebbe spinto lo stesso De'Aaron Fox a chiedere una trade, tanto che oggi gioca a San Antonio.

Tra passato e presente. Nel corso dell’intervista, Divac ha anche toccato temi più ampi, come l’impatto delle regole moderne sulle statistiche. “Se Magic Johnson giocasse oggi, farebbe 25 o 30 assist a partita. Se Michael Jordan giocasse oggi, probabilmente segnerebbe 50 punti di media” ha dichiarato. E ha ricordato anche il suo storico scambio che portò Kobe Bryant ai Lakers: “Mi scambierei da solo per Kobe, e scambierei l’intera squadra per Kobe,” ha ammesso, riconoscendo come il tempo abbia cambiato la percezione di quella trade

Redazione Pianetabasket.com
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