Scafati torna in Paradiso: le pagelle dei protagonisti

27.04.2026 17:10 di  Carmine Sorrentino   vedi letture
La Coppa del campionato
La Coppa del campionato
© foto di Givova Scafati

Non è stata solo una partita, è stata l’apoteosi di un lungo viaggio. Quando l’ultima sirena è risuonata nel palazzetto di Rimini, il boato dei 500 cuori gialloblù accorsi in Romagna ha sancito ufficialmente la fine dell'attesa: la Givova Scafati è promossa in Serie A1.
È stata una stagione vissuta sul filo delle emozioni, una cavalcata partita tra mille incertezze e trasformata in un capolavoro sportivo grazie a una rincorsa mozzafiato. Dalla svolta in panchina alla solidità di un gruppo che ha saputo farsi famiglia, ogni tassello è andato al suo posto sotto la spinta di una società ambiziosa e di una piazza che non ha mai smesso di sognare il ritorno nel gotha del basket italiano.
In questo clima di festa incontenibile, dove le lacrime di tensione si sono sciolte nel calore di un abbraccio collettivo, andiamo a dare i voti ai protagonisti di questa impresa leggendaria. Ecco le pagelle della stagione che ha riportato Scafati nell'Olimpo della pallacanestro.

Patron Nello Longobardi Voto: 10 e lode
Le parole iniziano a scarseggiare per descrivere l'impatto di Nello Longobardi sulla pallacanestro scafatese. È il "primo tifoso" nell'animo, ma un dirigente dalla competenza rara nei fatti. Ha avuto il merito e l'umiltà di capire quando il "giocattolo" costruito in estate necessitava di una revisione, intervenendo con decisione per assecondare la sua insaziabile fame di vittoria. È il presidente che ogni piazza sognerebbe di avere: passionale, presente e visionario. Scafati è orgogliosa di essere rappresentata da un uomo che mette il cuore e l'intelligenza al servizio della sua città.

Società Scafati Basket 1969 - Voto: 9,5
Una macchina organizzativa che rasenta la perfezione, capace di gestire con lucidità anche gli imprevisti più insidiosi. Il successo è il frutto di un lavoro corale che parte dagli sponsor capitanati dal main sponsor Givova e si estende a ogni singolo ingranaggio: dagli organi sociali allo staff dirigenziale, dal comparto amministrativo a quello medico, fisioterapico e tecnico. Una "grande famiglia" che ha remato compatta verso un unico obiettivo, spinta dalla forza di chi non ha mai smesso di credere nel ritorno della Givova Scafati nel gotha del basket italiano. La Serie A1 è il giusto premio per questa eccellenza gestionale.
 

Il Pubblico di Scafati - Il Sesto Uomo - Voto: 10 e Lode
Se la Givova è tornata nell’Olimpo del basket, gran parte del merito va a chi non ha mai smesso di soffrire, gioire e, soprattutto, crederci. Il pubblico scafatese non è una semplice platea, ma un cuore che batte all'unisono con quello dei giocatori. È la gente che trasforma il palazzetto in una bolgia e che vive ogni canestro come una liberazione e ogni sconfitta come un dolore personale.

L’immagine simbolo di questa stagione resta l’esodo di Rimini: 500 cuori gialloblù che hanno macinato chilometri per far sentire la squadra a casa anche in trasferta, coprendo con i loro cori ogni timore e spingendo i ragazzi oltre l'ostacolo. È un popolo fiero, che segue i propri beniamini con una devozione d'altri tempi, piangendo di tensione durante la gara e di gioia infinita al fischio finale. Questa promozione appartiene a loro, a chi ha la maglia cucita addosso e il sangue orgogliosamente scafatese. Semplicemente immensi.
 

Coach Frank Vitucci - Voto: 10 (Lode e Gloria)
L'uomo della provvidenza. Dopo un inizio di stagione tra alti e bassi, Patron Longobardi ha giocato l'asso nella manica, richiamando a Scafati "Frank" Vitucci dopo anni di lontananza. Mai scelta fu più azzeccata. Con la calma del veterano e la precisione di un orologiaio, il coach veneto ha registrato ogni ingranaggio del sistema Givova, oliando i meccanismi offensivi e blindando quelli difensivi. Ha saputo recuperare mentalmente chi sembrava aver perso la bussola, trasformando un gruppo di talento in una schiacciasassi imbattibile. La sua gestione ha portato a una rimonta furiosa: punti rosicchiati giornata dopo giornata fino alla conquista della vetta, blindata da un incredibile filotto di nove vittorie consecutive. Una galoppata trionfale che a Scafati non si vedeva da epoche e che profuma di miracolo sportivo. Più che un semplice allenatore, ormai è un’icona da venerare: per l'intera piazza è, a pieno titolo, "San Vitucci".

Caleb Walker - Voto: 9   Il trascinatore assoluto. Nonostante lo scetticismo iniziale legato all'età, ha dimostrato di essere un fuoriclasse per la categoria. Miglior realizzatore della squadra, ha messo la firma su ogni singola partita: quando il canestro sembrava stregato o i tiri liberi non entravano, si trasformava in un incubo difensivo. Spesso incaricato di marcare il miglior giocatore avversario, lo "ingessava" sistematicamente per quaranta minuti. Ha guadagnato i galloni di leader sul campo con il sudore e una grinta inesauribile.

Adrian Chiera - Voto: 7   Arrivato in corsa per sostituire un giocatore infortunato nel precampionato, non ha fatto rimpiangere nessuno. Specialista delle promozioni, ha confermato la sua fama di tiratore micidiale. Ragazzo di un'umiltà rara: anche quando finiva fuori dalle rotazioni, ha continuato a lavorare sodo, rientrandoci sempre a suon di canestri pesanti. Una certezza su entrambi i lati del campo (e ora anche dottore in Economia!).

Antonio Iannuzzi - Voto: 8-   Il passaggio da riserva di lusso a titolare inamovibile è avvenuto in un battito di ciglia. Nonostante qualche difficoltà cronica dalla lunetta, sotto le plance ha dominato, "facendo la barba" a ogni avversario che osasse avventurarsi nel pitturato. È stato uno degli artefici silenziosi e fondamentali di questa scalata verso la Serie A1.

Marco Mollura - Voto: 7,5   Un vero "Braveheart". Combattente nato, ha dato l'anima (e pure qualche costola, letteralmente) per la causa scafatese. Anche nelle serate in cui le percentuali al tiro non lo premiavano, il suo apporto in termini di energia e sacrificio è stato costante: ha dato sempre il 101%.

Nicolò Nobili - Voto: 6,5   Spazio ridotto ma approccio impeccabile. Nelle poche apparizioni ha mostrato una grande voglia di imparare dai compagni più esperti e di seguire le direttive di un coach navigato come Vitucci. Un giovane di prospettiva che ha sempre dato il massimo.

Stefano Gentile - Voto: 8-  Ha scelto di rimettersi in gioco in una piazza esigente come Scafati, rinunciando a un contratto lungo a Napoli. Anche se ha disputato solo le ultime cinque gare, il suo impatto è stato determinante: leadership in regia e punti pesanti nei momenti caldi. Il valore aggiunto necessario per la volata finale.

Terry Allen - Voto: 8+   Partito tra le critiche, ha saputo trasformare i fischi in applausi. Una volta trovata la condizione fisica ideale, è diventato un rebus irrisolvibile per le difese avversarie. Ha dominato quasi tutti i diretti rivali, dimostrando una solidità tecnica di categoria superiore.

Nazzareno Italiano - Voto: 7,5   L'usato sicuro che non tradisce mai. Nonostante non sia più un ragazzino, ha messo al servizio della squadra una classe e un'esperienza fuori dal comune. In diverse occasioni i suoi interventi e le sue letture tattiche sono stati il fattore determinante per portare a casa la vittoria.

Bruno Mascolo - Voto: 9    Il Capitano con la C maiuscola. Un condottiero che ha sguainato la spada alla palla a due, riponendola solo a sirena spiegata. Giocare a pochi chilometri da casa gli ha dato una spinta emotiva evidente: secondo miglior marcatore, miglior assistman e incredibile presenza a rimbalzo. Se coach Vitucci merita la santità per l'impresa, Mascolo merita almeno la beatificazione. Ha gettato il cuore oltre l’ostacolo in ogni possesso.

Saverio Bartoli - Voto: 6,5    Il ragazzo di Spoleto è arrivato in un momento in cui il meccanismo era già ben oliato e il reparto piccoli era ai vertici della categoria. Non era facile inserirsi, ma nelle 14 partite disputate non ha mai fatto mancare l'impegno e la serietà, facendosi trovare pronto quando chiamato in causa.

Lorenzo Caroti - Voto: 8    Il play di Cecina si conferma un amuleto per chi punta alla promozione. In un reparto esterni estremamente affollato e competitivo, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante, chiudendo la stagione con 326 punti totali e sfiorando la doppia cifra di media. Una garanzia nei momenti di pressione.