LeBron James su Michael Jordan e l'eterno dibattito sul GOAT

29.04.2026 20:54 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
LeBron James su Michael Jordan e l'eterno dibattito sul GOAT
© foto di nba.com

Quando LeBron James parla di Michael Jordan, il dibattito sul più grande di sempre (GOAT) torna inevitabilmente a incendiarsi mediaticamente. E mentre la sua carriera si avvicina alla fase conclusiva, ogni parola viene soppesata e analizzata più del solito. Nel corso di questa stagione, il fuoriclasse dei Lakers ha affrontato il tema in una serie di conversazioni con ESPN. Alcune delle quali lo hanno spinto ad approfondire una serie di paragoni che lui stesso ha sempre considerato non proprio calzanti.

LeBron ha spiegato che non si è mai misurato direttamente con MJ perché i loro modi di interpretare il gioco appartengono a logiche diverse: lui, creatore e facilitatore; Jordan, realizzatore puro. «Sono sempre stato un point‑forward, ho sempre cercato il passaggio. MJ cercava il tiro, sempre. Ci sono aspetti in cui il mio gioco è diverso e forse un po’ migliore, ma lui era incredibile. Siamo entrambi grandi giocatori», ha raccontato. Allo stesso tempo, James ha riconosciuto quanto Jordan abbia segnato la sua crescita: dal tiro dalla media alla capacità di crearsi lo spazio, fino alla feroce volontà di vincere. «Analizzavo tutto quello che faceva. Il suo post game era d’élite, la sua determinazione unica», ha detto.

Pur dichiarandosi disinteressato alle discussioni da barbershop, LeBron ha ammesso che un punto del confronto lo ha sempre irritato: il paragone tra il suo 4‑6 nelle Finals e il 6‑0 di Jordan. «Sembra quasi che sia meglio non arrivare ai playoff o uscire al primo turno piuttosto che perdere in finale. È assurdo. E a volte mi chiedo se sia perché si parla di me», ha spiegato, citando anche altre critiche ricorrenti sulla longevità della sua carriera. Il tema tornerà inevitabilmente una volta che James deciderà di fermarsi. Il dibattito non si spegnerà, anche se lui preferirebbe lasciarlo scorrere via. Ma è proprio questo il paradosso: più LeBron prova a sottrarsi alla conversazione, più la conversazione continua a girare intorno a lui.