Mille tiri al giorno: come si costruisce il campione Armoni Brooks
Armoni Brooks, il cannoniere numero uno in Italia dopo il trionfo in Coppa Italia e sicuramente uno dei pezzi più pregiati del mercato europeo nella prossima estate, dice di se stesso: "Cinquecento tiri ogni mattina prima dell'allenamento, cinquecento tiri ogni sera dopo l'allenamento. Tutto qui. Ho cominciato a farlo quando sono andato al college. Io non sono un tiratore naturale, ho solo allenato la mia memoria muscolare tiro dopo tiro dopo tiro." Un ottimo lavoro che ha raccontato nell'intervista al Corriere della Sera in edicola oggi.
Un MVP con margini di miglioramento, temuto dagli avversari. "È una bella sensazione, ma quando gioco bene o segno tanto è perché sento che i compagni e lo staff hanno fiducia in me. Credo che nel momento in cui smetti di lavorare per migliorarti significa che sei arrivato al capolinea. Devo crescere come difensore, come creatore di gioco, come tiratore in movimento ma anche nell'attacco al ferro con mano destra e sinistra. Beh, all'inizio gli avversari mi marcavano in maniera attenta, ma non come ora. Adesso mi sono reso conto che il piano gara difensivo avversario è focalizzato su di me."
L'arrivo a Milano da sconosciuto, ma con la benedizione di Keith Langford, uno che all'Olimpia ha lasciato il segno. "Mi ha subito adottato. Quando ha smesso di giocare è tornato ad Austin. Un giorno mi ha visto allenarmi in palestra e mi ha sfidato in un uno contro uno. È diventato il mio fratello maggiore. Quando gli ho detto che stavo per firmare per l'Olimpia era superfelice. Vacci di corsa, mi ha detto, ti troverai benissimo, la società è tra le più organizzate d'Europa, la città è bellissima. L'ho ascoltato. Aveva ragione."
Dove può arrivare questa Olimpia. "Il limite è il cielo. Abbiamo vinto Supercoppa e Coppa Italia, siamo pronti a lottare per lo scudetto. L'Europa? Qualche up and down di troppo, ma siamo ancora in tempo a raggiungere la post season. E poi vedremo."