Miško Ražnatović, il telefono che non smette mai di suonare: mercato, Final Four e il futuro dei suoi giocatori

Miško Ražnatović, il telefono che non smette mai di suonare: mercato, Final Four e il futuro dei suoi giocatori
© foto di Ciamillo

Nel cuore delle Final Four di EuroLeague ad Atene, tra dirigenti, allenatori e volti noti della pallacanestro europea, c’è una figura che più di tutte attira l’attenzione: Miško Ražnatović. Definito “il più ricercato nel lobby, con il telefono che non smette di suonare”, l’agente più influente del basket europeo ha analizzato per Mozzart Sport i temi caldi del mercato e della stagione.

Ražnatović ha ricordato la sua prima Final Four, spiegando: “Ricordo bene il 2005 quando il CSKA a Mosca perse in modo piuttosto inaspettato il vantaggio del campo con Duda Ivković in panchina”. Ha aggiunto che da allora non ne ha più saltato uno, sottolineando quanto questi tre giorni rappresentino per lui “l’evento centrale della pallacanestro europea” e il momento in cui “inizia davvero la stagione successiva”.

Parlando del lavoro durante il Final Four, ha spiegato che molti accordi nascono proprio in questi giorni: “Molti affari sono stati conclusi durante il Final Four, il che è logico. Tutti i protagonisti del basket sono nello stesso posto”.

Uno dei temi più discussi riguarda Vasilis Spanoulis, per il quale Ražnatović conferma un forte interesse: “Abbiamo sicuramente tre o quattro squadre seriamente interessate, ma è ancora presto” . La loro collaborazione dura da oltre vent’anni e, come spiega l’agente, “ci troviamo sempre d’accordo al cento per cento” quando si tratta di scegliere il percorso migliore.

Sul modello Valencia, Ražnatović ha sottolineato che non esiste una sola strada per arrivare al successo: “Ogni storia è diversa. Ci sono molti modi per raggiungere quell’obiettivo” . Riguardo alla lunghezza della stagione, ha dichiarato: “Sì, è una stagione molto lunga. Gli infortuni incidono molto… personalmente mi piace” .

Analizzando la situazione di Partizan e Crvena Zvezda, Ražnatović è stato diretto: “Ho detto prima della stagione che non potevano aspettarsi nulla di buono, e purtroppo è successo”. Ha aggiunto che oggi l’EuroLeague è molto più competitiva, con oltre dieci squadre dotate di grandi budget, e che un piazzamento tra l’ottavo e il decimo posto sarebbe comunque da considerare positivo per entrambe.

Sul mercato, prevede una ricostruzione più ampia per il Partizan rispetto alla Zvezda: “Partizan avrà sicuramente cinque o sei nuovi giocatori… è normale con un nuovo allenatore”.

Parlando del fenomeno NIL e dei contratti universitari negli Stati Uniti, Ražnatović ha spiegato che l’impatto sull’EuroLeague è limitato, ma che la possibile espansione NBA ridurrà il numero di americani disponibili per l’Europa: “Realisticamente, l’arrivo dall’America non è più così brillante come prima”. Sul caso Yam Madar e l’ipotesi LSU, ha chiarito: “Esistono contatti… ma è tutto molto più complicato di quanto sembri” spiegando le eccezioni legate al servizio militare in Israele.

Infine, due nomi centrali per il pubblico serbo: Nikola Jokić e Dušan Alimpijević. Su Jokić è stato categorico: “Senza alcun dubbio. Non esiste alcuna opzione di cambiamento” riguardo alla permanenza a Denver. Su Alimpijević ha elogiato il lavoro svolto al Besiktas: “Ha avuto un’altra stagione fenomenale… tutti qui ad Atene parlano bene di lui”. La decisione ufficiale sulla lista delle squadre di EuroLeague per la prossima stagione è attesa “tra il 20 e il 23 giugno”.

Redazione Pianetabasket.com
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