Il sogno americano è infranto. Sta per esplodere una «bomba» per il basket NCAA?
Rischia di scoppiare una vera e propria 'bomba' per il basket NCAA e Internazionale. Il sogno americano, infatti, potrebbe già infrangersi perché le nuove regole del basket collegiale rischiano di interferire con l'esodo dei giovani europei e non solo verso gli USA. Per decenni, la NCAA è stato il regno incontrastato degli atleti giovani e non ancora professionisti, almeno fino all'introduzione dei pagamenti legati al NIL. Questa novità ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora che ora sembra impossibile da richiudere, e il tentativo tardivo della NCAA di arginare la falla apre a scenari tutti da capire. Dopo che le università hanno investito milioni per reclutare giocatori provenienti da Eurolega, NBL (campionato australiano, ndr) e altri campionati esteri, l'improvviso inasprimento dei criteri di eleggibilità per la stagione 2026-27 ha mandato un'onda d'urto nel mondo del basket globale. Le nuove direttive prendono di mira la partecipazione a leghe professionistiche e i compensi ricevuti prima dell'iscrizione al college, stabilendo che chi ha guadagnato cifre superiori alle "spese vive e necessarie" potrebbe perdere l'eleggibilità, lasciando nell'incertezza atleti di tutto il mondo che avevano già firmato con gli atenei statunitensi. La NCAA ha di fatto - quantomeno ci sta provando - frenato bruscamente una situazione che ha sconvolto in qualche modo tutti.
L'ambiguità del nuovo regolamento ha scatenato reazioni fortissime tra gli addetti ai lavori, preoccupati per l'impatto su ragazzi che si sentivano al sicuro vista l'apertura mostrata nella stagione precedente. L'autorevole analista di Draft Express, Jonathan Givony, ha espresso un giudizio durissimo: "La nuova regola della NCAA (dal tempismo pessimo) manda un messaggio chiaro: i giocatori internazionali non sono più i benvenuti nel gioco collegiale. L'ACB, la Francia, l'Italia, l'NBL australiana e chiunque abbia mai giocato per una squadra di Eurolega, anche per quasi niente, sono improvvisamente e permanentemente ineleggibili?" Questo inasprimento rischia di escludere a priori una generazione di talenti, sradicando di fatto il nuovo modello di reclutamento globale che i college avevano iniziato ad abbracciare a suon di milioni, e che solo dall'Italia nella prossima stagione preleverà protagonisti con Saliou Niang e Quinn Ellis, o Elisee Assui.
A difesa della nuova linea è intervenuto il Associated Commissioner della SEC, Garth Glissman, che ha risposto direttamente alle critiche sottolineando l'intento di proteggere il sistema e i prospetti locali: "La NCAA non cerca di escludere tutti i giocatori internazionali." Ha poi precisato: "Piuttosto, la NCAA cerca di implementare limiti di buon senso per stabilire se, e in quale misura, i giocatori internazionali che hanno giocato più stagioni di basket professionistico di alto livello all'estero abbiano ancora i requisiti per l'eleggibilità NCAA." Glissman ha concluso con una motivazione legata alle opportunità per i giovani statunitensi: "Gestire correttamente questo problema è essenziale per preservare l'equità e le opportunità nei college americani, finanziati prevalentemente dai contribuenti, per i ragazzi americani che in genere si diplomano al liceo a 18 anni e, all'atto pratico, devono iscriversi immediatamente al college se vogliono continuare a giocare a basket ad alto livello."
Il tempismo di questa stretta ha mandato su tutte le furie gli allenatori, che avevano già costruito i roster sfruttando le possibilità offerte dal NIL, spendendo cifre a sei zeri. Come ha sottolineato Kevin Sweeney di Sports Illustrated, autore dello scoop del documento con il nuovo regolamento NCAA: "Siamo ancora all'inizio del processo di revisione dell'eleggibilità per la stragrande maggioranza dei migliori talenti internazionali che hanno firmato con i programmi universitari nelle ultime settimane, quindi l'impatto pratico di questi cambiamenti è ancora poco chiaro." Un caos gestionale e normativo che ha portato il giornalista di Code Sports Basketball, Michael Randall, a chiudere con un attacco frontale all'organizzazione: "La NCAA chiaramente non riesce a non mettersi i bastoni tra le ruote da sola. Il NIL è stato uno spettacolo da clown fin dall'inizio – ha trasformato il basket collegiale nel Far West perché non avevano idea di cosa stessero aprendo, e ora arriva una correzione ridicola nella direzione opposta." Cosa accadrà nei prossimi giorni o settimane è tutto da vedere, ma la festa potrebbe essere già finita.