TAGLIA FUORI | La legge di Shields e le trincee dei playoff: Milano vede la semifinale, Brescia sopravvive al saloon
I playoff, si sa, sono un ecosistema crudele che si nutre di nervi scoperti, e se gara 1 è lo specchio delle ambizioni, gara 2 è il momento della verità, l'istante in cui gli aggiustamenti tattici lasciano il posto all'istinto di sopravvivenza o alla capacità di chiudere la porta in faccia all'avversario. Il lunedì sera della Serie A ci restituisce due serie dal sapore diametralmente opposto: l'Olimpia di Peppe Poeta soffre ma timbra il 2-0 facendo valere la legge del talento superiore, mentre la Germani di Matteo Cotelli si sporca le mani in una vera e propria rissa da saloon per evitare un baratro sportivo contro Trieste. Cose che andrebbero studiate dal punto di vista antropologico, diciamo così, perché in casa nostra c'è ancora la convinzione ricorrente che la corazzata vinca la serie al primo turno per inerzia, per blasone, per legittima aspettativa. Spoiler: non funziona così. Non quest'anno, almeno.
Milano-Reggio Emilia 77-65. Il cinismo dell'Olimpia e i siluri di Brooks. L'Unipol Forum non ha assistito a una parata militare, ma a quaranta minuti di puro attrito. L'Olimpia porta a casa il 2-0 contro una Reggiana mai doma, priva ancora di Stephen Brown ma recuperata invece da un JT Thor che, dopo la brutta caduta di gara 1, è rientrato in serie con 5 punti consecutivi nel secondo tempo , dimostrando che per abbattere i campioni d'Italia serve uno sforzo rasente la perfezione, ma anche che senza un Armoni Brooks in versione MVP la macchina offensiva milanese diventa meno fluida e più dipendente dai singoli (per lui, alla fine, dieci punti). Milano sembrava in totale controllo nel primo tempo, sul 40-29, cavalcando la solidità difensiva e le sfuriate di un Leandro Bolmaro in grande spolvero (11 alla fine), e invece i playoff non conoscono sceneggiature lineari: nel terzo quarto la difesa a zona di Priftis ha rallentato l'attacco dell'EA7, la Unahotels ha tirato fuori l'orgoglio trascinata da un Riccardo Rossato a tratti totalmente illegale per la difesa milanese (14 alla fine, top scorer reggiano), e con i contributi di Caupain (13), Woldetensae (12) e Barford (11) ha portato la partita addirittura fino al -2 nell'ultimo quarto. È a quel punto che si è vista la differenza di cilindrata. Quando la palla ha iniziato a pesare tonnellate, due triple fantastiche, ad alto quoziente di difficoltà, proprio di Brooks hanno ricacciato indietro l'assalto, e a mettere i titoli di coda, come da consuetudine, ci ha pensato Shavon Shields, 19 punti, glaciale nel punire ogni singola disattenzione della difesa reggiana. Poeta viaggia verso l'Emilia con il doppio vantaggio in tasca e la consapevolezza di poter contare su un roster infinito: non una partita scintillante, ma una vittoria di marmo. Resta lì, sullo sfondo, quella domanda che ci porteremo a Reggio giovedì sera: cosa succede se Brooks resta in quella versione per un'altra partita?
Brescia-Trieste 90-82. Ossigeno puro per Cotelli, ma Trieste sorride. Dal Forum ci spostiamo al PalaLeonessa, dove gara 2 si è trasformata esattamente in quello che Trieste sperava: una battaglia di nervi, falli tecnici a raffica nel secondo quarto e sportellate per tutti i quaranta minuti. La Germani vince 90-82, pareggia la serie sull'1-1 e si toglie dal collo un cappio che si stava facendo soffocante, perché perdere gara 2 in casa, dopo gara 1, contro la peggior testa di serie del tabellone, sarebbe stato il preludio a una di quelle eliminazioni di cui si parla per anni. La cosa interessante è che Brescia ha vinto pur con un Amedeo Della Valle ai minimi termini, soli 4 punti, lontanissimo dai 26 di gara 1 e visibilmente non al meglio dal punto di vista fisico. Cotelli si è dovuto inventare la partita altrove, ed è successo: il talento di Jayden Nunn, 18 punti, chirurgico nei momenti di sbandamento, e l'arco preciso di Demetre Rivers, altri 18, hanno tenuto su l'attacco quando il leader doveva andare in panchina a riprendere fiato. Nel secondo tempo, trasformato in una guerra di nervi, Brescia ha consegnato le chiavi a Miro Bilan: il croato, silente nel primo atto della serie, ha dominato il finale chiudendo con 22 punti e 11 rimbalzi, la doppia doppia da MVP della serata e dominio nel post basso quando contava davvero. Ma se Brescia respira, la vera vincitrice psicologica di questi due giorni in terra lombarda è la Pallacanestro Trieste. La squadra di coach Taccetti cade in piedi, guidata ancora dai graffi dei soliti Colbey Ross, 21 punti, e Jahmi'us Ramsey, 19, due tipi che quando hanno la mano calda non li ferma niente, e ha macinato dieci rimbalzi offensivi che mica sono bruscolini, oltre a un ottimo Bannan da 16 punti vicino alle plance. L'obiettivo di Trieste era rubare il fattore campo e insinuare il dubbio: missione compiuta.
Tiro dall'angolo: il peso del viaggio. Nelle serie al meglio delle cinque partite, gara 3 è quasi sempre lo spartiacque definitivo. Milano andrà a Reggio Emilia con la serenità di chi può anche permettersi un passaggio a vuoto, sapendo di aver disinnescato la bomba emotiva della Unahotels nel momento più critico, ma anche con quella domanda lì che ronza in testa, quella su Brooks e sulla versione migliore di sé stessa. Per Brescia, invece, il viaggio verso Trieste è un biglietto di sola andata per l'inferno sportivo: la Germani ha evitato lo psicodramma dello 0-2 casalingo, ma ora è obbligata a vincere almeno una partita in trasferta contro una squadra che gioca con la mente sgombra di chi non ha nulla da perdere, e che in due partite ha già dimostrato di averne i mezzi tecnici e nervosi. Senza contare che Della Valle dovrà tornare quello vero, perché in trasferta gli eroi a sorpresa servono ma non bastano. I playoff hanno appena finito il riscaldamento, l'unica certezza è che chi pensava di aver già capito tutto questo weekend non aveva mai visto una serie italiana al meglio delle cinque. Da giovedì non si scherza più.