Victor Wembanyama sceglie la notte giusta per presentarsi definitivamente ai playoff NBA, firmando una prova che resta impressa già al debutto in questa serie di finale di Conference. Il lungo francese chiude con 41 punti e 24 rimbalzi, trascinando i San Antonio Spurs al 122-115 esterno in doppio overtime sul campo degli Oklahoma City Thunder, in una gara-1 che si allunga fino a sfiorare la mezzanotte e che entra di diritto tra i classici di questo livello. San Antonio apre così le finali della Western Conference strappando subito il fattore campo e confermando un dominio recente negli scontri diretti, con la quinta vittoria nelle ultime sei sfide stagionali contro la squadra di Mark Daigneault.
Nel contesto di una partita dal ritmo altissimo, Dylan Harper aggiunge 24 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e soprattutto 7 recuperi, nuovo primato di franchigia in post-season, mentre il gruppo di Mitch Johnson trova contributi diffusi da Stephon Castle, Devin Vassell, Keldon Johnson e Julian Champagnie, pur dovendo rinunciare a De’Aaron Fox fermato da un fastidio alla caviglia. La serata di Wembanyama assume contorni storici anche alla voce record individuali, perché a 22 anni e 134 giorni diventa il più giovane di sempre a chiudere una gara di playoff con almeno 40 punti e 20 rimbalzi. Il precedente apparteneva a Kareem Abdul-Jabbar, che aveva firmato una prestazione da 40+20 nelle Finals del 1970 a 22 anni e 343 giorni, un riferimento che dà la misura del tipo di impatto che il francese sta avendo su questa post-season.
Playoff NBA | Doppio overtime: Wemby e gli Spurs vincono a Oklahoma City gara1
Western Conference Finals · San Antonio espugna Oklahoma City 122-115 dopo due supplementari
© foto di nba.com
Il primo tempo fotografa bene l’equilibrio di fondo della serie, perché mentre Gilgeous-Alexander fatica a trovare ritmo, Wembanyama sembra a proprio agio fin da subito su questo palcoscenico, chiudendo l’intervallo lungo già in doppia doppia con 14 punti e 10 rimbalzi, tra schiacciate sopra più difensori, esultanze muscolari e una presenza costante a rimbalzo. Eppure il vantaggio degli Spurs all’intervallo è “solo” di sette lunghezze, sul 51-44, segnale che i Thunder restano agganciati nonostante il rendimento sotto media del loro leader offensivo SGA e che la serie promette di essere lunga e piena di aggiustamenti tattici.
Dalla panchina si prova a cambiare l’inerzia con la serata di Alex Caruso. L’esterno chiude con 31 punti, seconda miglior prestazione realizzativa in carriera, e tiene viva Oklahoma City insieme al rientrante Jalen Williams, che dopo sei gare di assenza per un problema muscolare alla coscia torna in campo e ne mette 26, dando ossigeno a un attacco che fatica a trovare continuità. La notte del secondo premio consecutivo di Most Valuable Player diventa invece complicata per Shai Gilgeous-Alexander, che chiude sì con 24 punti e 12 assist, ma tira 7/23 dal campo e vive un primo tempo da incubo, con 1/5 al tiro e appena quattro punti, interrompendo una lunghissima serie di partite in cui aveva sempre segnato almeno due canestri già prima dell’intervallo. Nonostante le difficoltà della sua stella, Oklahoma City riesce a rientrare più volte, arrivando anche a rimettere il naso avanti nel terzo quarto, ma senza riuscire a spezzare davvero la fiducia di una San Antonio che chiude la terza frazione ancora a +7, sull’80-73.
La partita però non è mai una passerella, anzi: gli Spurs arrivano a +10 a 9'10" dalla fine dei regolamentari, ma dilapidano il margine e devono sopravvivere a un finale caotico, con due cambi di leadership e tre parità in meno di due minuti, fino al possesso conclusivo in cui Wembanyama prova a chiuderla in equilibrio precario e trova la stoppata di Chet Holmgren. Nel primo supplementare il copione resta teso, e serve una tripla del francese da molto dietro l’arco, a 28 secondi dalla sirena, per rimettere tutto in parità e spingere la sfida al secondo overtime, dove due schiacciate nell’ultimo minuto, una trasformata anche in gioco da tre punti, diventano la firma definitiva sul colpo in trasferta, 115-122. I Thunder vedono interrompersi una striscia di nove successi consecutivi ai playoff, iniziata con gara-7 delle scorse Finals.
La partita però non è mai una passerella, anzi: gli Spurs arrivano a +10 a 9'10" dalla fine dei regolamentari, ma dilapidano il margine e devono sopravvivere a un finale caotico, con due cambi di leadership e tre parità in meno di due minuti, fino al possesso conclusivo in cui Wembanyama prova a chiuderla in equilibrio precario e trova la stoppata di Chet Holmgren. Nel primo supplementare il copione resta teso, e serve una tripla del francese da molto dietro l’arco, a 28 secondi dalla sirena, per rimettere tutto in parità e spingere la sfida al secondo overtime, dove due schiacciate nell’ultimo minuto, una trasformata anche in gioco da tre punti, diventano la firma definitiva sul colpo in trasferta, 115-122. I Thunder vedono interrompersi una striscia di nove successi consecutivi ai playoff, iniziata con gara-7 delle scorse Finals.
Il valore simbolico di questa gara-1 diventa ancora più evidente se si guarda alla storia: è soltanto la sesta volta che una gara inaugurale di una serie di playoff NBA arriva al doppio overtime, e l’ultima volta era successo proprio con protagonista San Antonio, contro Golden State, nel 2013. Adesso gli Spurs hanno ribaltato il vantaggio del fattore campo; con la consapevolezza di aver già dimostrato di poter vincere in trasferta contro la miglior squadra della regular season, mentre i Thunder sono chiamati a una risposta immediata sfruttando al meglio la gara 2 al Paycom Center mercoledì 20 maggio, a partire da un impatto diverso del loro MVP, per non ritrovarsi subito a rincorrere in una finale che si è aperta con un capitolo degno di una saga.
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