Morant–Edwards insieme: Minnesota valuta la mossa che cambierebbe tutto
La stagione dei Timberwolves si è chiusa con un sapore amaro, un secondo turno che ha lasciato più domande che risposte e ha riportato al centro del dibattito un tema che ormai accompagna la crescita di Anthony Edwards: la necessità di affiancargli un creatore di gioco di livello assoluto. È in questo contesto che il nome di Ja Morant è tornato a circolare con forza, nonostante un’annata complicata dentro e fuori dal campo e un percorso recente segnato da infortuni e tensioni interne ai Grizzlies.
Secondo l’analista Jake Weinbach, Minnesota avrebbe già mostrato interesse in passato per l’idea di costruire un backcourt esplosivo con Edwards e Morant, una coppia che cambierebbe radicalmente il volto della squadra. Il quadro ipotizzato prevede un pacchetto con Julius Randle, il contratto in scadenza di Donte DiVincenzo e una piccola compensazione in scelte, con la possibilità di coinvolgere una terza squadra nel caso Memphis non volesse assorbire gli ultimi due anni dell’accordo di Randle. È un’ipotesi che nasce anche dalla situazione dei Grizzlies, sempre più orientati verso una separazione dopo sette anni di alti e bassi, lampi di talento e una disponibilità ridotta che ha pesato sulle ambizioni della franchigia.
Minnesota, dal canto suo, ha vissuto un playoff segnato dagli infortuni. DiVincenzo si è fermato per la rottura del tendine d’Achille in gara 4 del primo turno, un colpo durissimo per una squadra che aveva costruito molte certezze sulla continuità del suo esterno, capace di giocare tutte le 82 partite di regular season e tutti i match di postseason prima dell’infortunio. Anche Edwards ha trascinato problemi fisici dalla stagione regolare, riuscendo comunque a brillare contro Denver ma trovando poi un muro contro gli Spurs, dove è mancata una vera alternativa offensiva capace di alleggerirlo nei momenti chiave.
È proprio qui che il nome di Morant diventa più di una suggestione. Non garantisce una stagione da 82 partite, ma porta in dote un talento da venti punti di media e una capacità di creare dal palleggio che i Timberwolves non hanno mai avuto in modo stabile accanto a Edwards. Per il front office sarebbe una scommessa, certo, ma anche una risposta diretta alla domanda che aleggia da mesi: come si fa a costruire una squadra che possa davvero puntare al salto di qualità definitivo.
Memphis, intanto, osserva. Morant ha giocato solo venti partite quest’anno, cinquanta nella stagione precedente e nove in quella ancora prima, numeri che hanno inevitabilmente abbassato il suo valore sul mercato e che spingono i Grizzlies a valutare con attenzione ogni possibile ritorno. Una nuova destinazione potrebbe rilanciarlo, ma la franchigia vuole assicurarsi un pacchetto adeguato prima di chiudere un capitolo che ha regalato momenti intensi ma non i risultati sperati.
La sensazione è che questa idea non sia solo un esercizio di fantasia. Minnesota ha bisogno di un co-protagonista per Edwards, Memphis sembra pronta a voltare pagina e Morant rappresenta quel tipo di talento che può cambiare il destino di una squadra. Per ora è solo un’ipotesi, ma è una di quelle che fanno rumore e che potrebbero riscrivere gli equilibri della Western Conference.