Il futuro di Scafati dopo il fulmineo ritorno in Serie A
La Givova Scafati Basket 1969 ha cancellato in un lampo il ricordo della scorsa stagione. Dopo l’amara retrocessione patita un anno fa, il club gialloblù è stato protagonista di una reazione d'orgoglio straordinaria, centrando un’immediata e trionfale risalita in Serie A1. Per la piazza campana si tratta del ritorno nel massimo campionato, un palcoscenico che Scafati ha dimostrato di meritare ampiamente, avendolo frequentato per tre stagioni consecutive prima del recente passo falso. Ora che l'obiettivo della promozione è stato agganciato, la dirigenza è già al lavoro per programmare il futuro, un futuro che si apre con grandi cambiamenti ma anche con la consapevolezza di una tradizione solida e vincente.
La prima, grande novità della prossima stagione riguarda la guida tecnica. Coach Frank Vitucci, autentico "santo" della cavalcata promozione ed eroe della rinascita gialloblù, non rimarrà in riva al Sarno. Una separazione dolorosa per la tifoseria, ma che non cancella l'impresa straordinaria compiuta dal tecnico veneziano.
A gestire questa delicata fase di transizione e a muovere le fila del mercato è la coppia d'oro dell'area tecnica scafatese: Enrico Longobardi e Franko Bushati. Sono loro i responsabili delle operazioni di mercato, incaricati di individuare il profilo giusto per la panchina e di costruire il roster per l'A1. Per la successione di Vitucci, Longobardi e Bushati stanno valutando attentamente due clamorosi ritorni in piazza gialloblù: quello di Alessandro Rossi, tecnico che conosce alla perfezione l'ambiente, e quello di Demis Cavina, allenatore di provata esperienza e anche lui conoscitore dell’ambiente scafatese. Il colpo a sorpresa potrebbe pero' essere Piero Bucchi, amico di "patron" Longobardi che ne ha sempre apprezzato il lavoro.
Se la panchina attende il suo nuovo padrone, sul rettangolo di gioco Longobardi e Bushati ripartono dal punto fermo e leader indiscusso della squadra, capitan Bruno Mascolo. Il playmaker ha un contratto triennale con la società e, con ancora due stagioni da giocare a Scafati, rappresenterà il fulcro del gioco e l'anima dello spogliatoio.
Insieme a Mascolo, la dirigenza punta a blindare altri due elementi chiave della promozione: Marco "Il Gladiatore" Mollura, ala dal cuore immenso e idolo indiscusso del PalaMangano per la sua grinta difensiva, e Nicolò Nobili, giovane lungo moderno che ha ampi margini di miglioramento e la giusta personalità per affrontare il palcoscenico della A1.
Il piano d'azione di Enrico Longobardi e Franko Bushati è ben delineato: si strutturerà un roster con il classico assetto che prevede 6 italiani e 6 stranieri. Al momento, l'area tecnica si sta concentrando con decisione sulla ricerca di un buon sestetto di italiani, una base solida che possa supportare l'impatto con la categoria.
Il mercato italiano di Scafati si sta muovendo su piste precise. Si guardano con attenzione i giocatori in uscita o in cerca di riscatto da piazze importanti come Cremona e Sassari, elementi che abbiano già esperienza di A1. Parallelamente, gli scout gialloblù stanno monitorando i migliori giovani della Serie A2, pronti a scommettere su profili emergenti e affamati di successo, prima di tuffarsi sul mercato estero per la scelta dei sei visti stranieri.
Il ritorno nella massima serie riaccende i riflettori su una piazza storica del basket meridionale. Scafati vanta un passato glorioso in A1, basti pensare alla prima decade del secolo in corso: nelle stagioni 2006/2007 e 2007/2008, il club campano non solo mantenne la categoria per due anni, ma trasformò il PalaMangano in un catino infernale per le grandi del basket italiano.
I tifosi più affezionati ricordano ancora con orgoglio le storiche imprese di quegli anni, quando sul parquet di casa, Scafati riuscì a sconfiggere corazzate storiche come Varese, Cantù e Bologna sponda Fortitudo, fino ad arrivare all'incredibile giornata in cui la compagine gialloblù schiantò nientemeno che l'Olimpia Milano con un clamoroso scarto di 21 punti.
È a quella gloriosa tradizione, fatta di garra, passione e scalpi eccellenti, che la nuova Givova di Longobardi e Bushati vuole riagganciarsi. La sfida della permanenza in A1 è difficile, ma Scafati ha dimostrato di saper cadere, rialzarsi subito e avere la fame necessaria per tornare a far tremare le grandi del basket italiano.