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Terry Stotts, porte riaperte: “Mi piacerebbe tornare ai TrailBlazers”

Terry Stotts, porte riaperte: “Mi piacerebbe tornare ai TrailBlazers”
© foto di Youtube

Il futuro di Terry Stotts potrebbe riportarlo esattamente dove la sua carriera ha lasciato il segno più profondo. Dopo aver comunicato ai Golden State Warriors che non tornerà la prossima stagione come lead assistant di Steve Kerr, l’ex head coach dei Portland Trail Blazers ha fatto capire chiaramente quale sarebbe la sua destinazione ideale. 

A rilanciare la notizia è stato Dwight Jaynes, storico insider NBA, che ha raccontato come Stotts abbia espresso un interesse concreto verso un ritorno a Portland proprio nel momento in cui la franchigia sta valutando il proprio futuro tecnico dopo il 42-40 e il Play-In raggiunto nel 2025-26. Stotts non si è nascosto. In un messaggio diretto allo stesso Jaynes, ha scritto: “I would love to come back to the Blazers and Portland” . Una dichiarazione che pesa, soprattutto perché arriva da un allenatore che in Oregon ha lasciato un’eredità importante.

Durante i suoi nove anni alla guida dei Blazers (2012–2021), Stotts ha costruito una delle epoche più solide della franchigia: otto partecipazioni ai playoff e la storica corsa alle Finals della Western Conference nel 2019, trascinato dalla coppia Damian Lillard – CJ McCollum . È un passato che a Portland ricordano bene, e che oggi torna d’attualità.

La squadra, nel frattempo, è cambiata. Il roster è più giovane, ma presenta comunque diversi profili che potrebbero adattarsi bene al sistema offensivo di Stotts. Il presente racconta di una stagione chiusa all’ottavo posto a Ovest e di una rapida eliminazione per mano degli Spurs, nonostante l’esplosione di Deni Avdija, diventato All-Star con 24.2 punti, 6.9 rimbalzi e 6.7 assist di media. Accanto a lui, Shaedon Sharpe ha confermato il suo talento con 20.8 punti a partita, mentre Scoot Henderson ha continuato la sua crescita da point guard a soli 21 anni. Il gruppo è completato da veterani di peso come Jrue Holiday e Jerami Grant, oltre al giovane lungo Donovan Clingan (22 anni, 2,18, college: UConn, pick #7 draft 2024) dominante a rimbalzo con 11.6 di media e 1.7 stoppate in 77 gare. E soprattutto, all’orizzonte c’è il ritorno di Damian Lillard, atteso dopo l’infortunio al tendine d’Achille .

Tutto questo rende il contesto particolarmente interessante per un allenatore come Stotts, da sempre apprezzato per la capacità di costruire attacchi efficienti e valorizzare le guardie. La sua esperienza recente con i Warriors, immerso nella struttura offensiva “motion” di Kerr, aggiunge un ulteriore tassello alla sua evoluzione tecnica. Il suo curriculum parla chiaro: panchine ad Atlanta e Milwaukee, anni da assistente tra Seattle, Dallas, Milwaukee e Golden State, e persino un ruolo nello staff dei Mavericks campioni NBA nel 2011 con Rick Carlisle. Ora, dopo l’addio ai Warriors, il cerchio potrebbe chiudersi. Portland osserva, valuta, riflette. Stotts, invece, ha già fatto sapere come la pensa. E la porta, da entrambe le parti, sembra tutt’altro che chiusa.

Redazione Pianetabasket.com
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