Clamoroso in Israele: i giocatori scioperano, Hapoel Tel Aviv in campo in cinque
Il campionato di basket israeliano - ripartito nelle scorse settimane dopo lo stop a seguito dell'inizio della guerra con l'Iran - sta vivendo momenti surreali a causa dello sciopero indetto giovedì dal sindacato dei giocatori locali - di cui vi avevamo già parlato - i quali chiedono di ancorare il proprio status e la propria presenza in campo nel nuovo accordo contrattuale prima della scadenza di quello attuale a fine stagione. La protesta ha costretto diverse squadre a schierare a referto solo i cestisti stranieri, generando situazioni paradossali: la sfida del sabato sera tra Hapoel IBI Tel Aviv e Bnei Herzliya è stata clamorosamente sospesa a tre minuti dalla fine del secondo quarto (sul punteggio di 70-59 per l'Herzliya) poiché quattro dei soli cinque giocatori registrati per l'Hapoel Tel Aviv (Levi Randolph, Ish Wainright, Johnathan Motley, Vasilije Micic e Tai Odiase) avevano raggiunto il limite di falli. Un copione simile ha colpito anche la partita, già diventata virale, tra Maccabi Tel Aviv e Hapoel Haemek, con quest'ultimi presentatisi sul parquet con appena cinque uomini; nel finale di gara, a seguito del momentaneo infortunio di un giocatore dell'Haemek, il coach del Maccabi Oded Kattash ha persino proposto di proseguire la partita in 4 contro 4, ma la singolare richiesta è stata fermamente respinta dagli arbitri.
L'allenatore dell'Hapoel Tel Aviv, Dimitris Itoudis, ha parlato dopo la partita: “In 30 anni che sono in questo ambiente, è la prima volta che vedo una cosa simile. Oggi avevo a disposizione solo cinque giocatori. Per questo motivo abbiamo dovuto prendere una decisione. Non volevamo correre il rischio di infortuni. Lo sciopero è un diritto di cui godono tutti i lavoratori in tutto il mondo. Nel mondo libero accadono queste cose. Non ho informazioni complete sulle trattative in corso, quindi so solo ciò che ho sentito dai miei giocatori. Non è una decisione che ho preso io.”