Varese, doppio binario: progetto NBA Europe e le strategie biancorosse a lungo termine
L'operazione NBA Europe rimane il vero “convitato di pietra” nella programmazione iniziale della nuova stagione della Pallacanestro Varese. Ci si interroga se si tratti di una semplice suggestione o di una reale possibilità per scalare le gerarchie dei budget già dal 2026/27. Sebbene Gerry Cardinale, numero uno del fondo RedBird (proprietario del Milan), non abbia esplicitamente menzionato la società cestistica lombarda parlando di un possibile coinvolgimento rossonero nel progetto, i rapporti tra le parti sono ormai palesi. A testimoniarlo ci sono la visita a Masnago dell'amministratore delegato milanista Giorgio Furlani lo scorso 20 aprile e la successiva presenza di Luis Scola al fianco di Cardinale in occasione della sfida calcistica tra Milan e Juventus.
Nonostante il rigido patto di riservatezza imposto dalla NBA a chi ha presentato le offerte di adesione lo scorso 31 marzo, nell'ambiente biancorosso filtra un cauto ottimismo. La dirigenza varesina, guidata dalla troika Kastritis, Sogolow e Horowitz, sta operando su un “doppio binario” per la costruzione del roster. Il piano di base prevede un monte stipendi netto attorno agli 1,4-1,5 milioni di euro, ma qualora nelle prossime settimane si concretizzassero gli sviluppi legati all'NBA Europe, le risorse potrebbero subire una robusta iniezione extra. Si stima infatti un upgrade a 2,5 milioni netti per i giocatori, proiettando di fatto l'OJM nella metà alta della classifica di Serie A.
In attesa di certezze, la società preferisce mantenere i piedi per terra, evitando di illudere i tifosi. Il mercato degli italiani viene attualmente condotto ragionando in funzione delle disponibilità attuali, consci della ridotta disponibilità di profili rispetto agli stranieri. Nel frattempo, il progetto NBA Europe prosegue il suo iter parallelamente ai dialoghi con l'Eurolega, con un nuovo incontro fissato per il 29 maggio. A dare un forte impulso ai piani della lega americana è soprattutto l'interesse delle grandi del calcio europeo (escluse Real Madrid e Barcellona), che potrebbe spingere l'NBA a valutare la via di una nuova competizione anche senza il coinvolgimento delle attuali big del basket continentale.
Se varrà la logica delle 12 città individuate per la fondazione della nuova lega, tra cui figura Milano, la candidatura di Varese in sinergia con RedBird si posiziona in vera e propria pole position per una potenziale versione anti-Eurolega. Qualora l'esito dei prossimi incontri portasse NBA e FIBA a procedere per la loro strada, confermando l'avvio del torneo nel 2028/29, scatterebbe l'obbligo per le franchigie “elette” di effettuare una sorta di prova generale nella BCL FIBA 2027/28. In questo scenario, diventerebbe estremamente credibile la necessità per Varese di alzare il tiro già a partire dall'annata 2026/27, compiendo il primo passo verso i piani alti della classifica.