Massimo Cancellieri: «Volevamo divertirci per arrivare ai playoff. Adesso ci divertiamo giocandoli»

17.05.2026 11:35 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Fonte: Il T Quotidiano
Massimo Cancellieri: «Volevamo divertirci per arrivare ai playoff. Adesso ci divertiamo giocandoli»
© foto di Ciamillo

Al via oggi i playoff per la Dolomiti Energia Trentino di coach Massimo Cancellieri, che affronta alla Virtus Arena la Gara 1 della serie contro la Virtus Bologna. Un traguardo, quello dei playoff, arrivato nell'ultima giornata di stagione regolare. "Non era affatto scontato raggiungere i playoff, quindi siamo felicissimi di avercela fatta ancor più difficile considerando un roster completamente rinnovato e strutturato seguendo un diktat ben chiaro: spazio ai giovani. Se da una parte il cammino in Lba è stato più tortuoso del previsto, e in questo caso pesa la mancata qualificazione alle Final Eight, dall'altra il percorso europeo ha superato ogni rosea aspettativa, sfiorando addirittura la semifinale. Le strade a fine stagione si separeranno, ma dopo aver conquistato i playoff al fotofinish, adesso c'è voglia di continuare a correre", dice a Il T Quotidiano. "Volevamo divertirci per arrivare ai playoff, e quell'obiettivo non cambia. Adesso ci divertiamo giocandoli. Sappiamo che non era affatto scontato raggiungerli, non era una cosa scritta o dovuta, quindi siamo felicissimi di avercela fatta".

Una stagione di alti e bassi, ma con risultati eccezionali - sottolineati anche dall'amministratore delegato Nardelli dopo l'ultima di stagione regolare - e Cancellieri racconta l'annata. "Le difficoltà principale è stata costruire la chimica. Quando hai ragazzi con poca esperienza, devi creare una sintonia che non viene da sola, ma nasce dal tempo passato insieme. Meno esperienza hai, più cose devi imparare da zero. Penso sia stato il leitmotiv di tutta la stagione. Siamo partiti bene, lavorando sodo, ma quando è iniziata la coppa il ritmo è cambiato. Giocando così tanto, gli errori che di solito correggi con calma durante gli allenamenti settimanali, noi li facevamo in partita. È stato un continuo su e giù, alternando ottimi momenti a prestazioni più scialbe. Nell'ultimo periodo, potendo finalmente gestire una sola partita a settimana, abbiamo avuto modo di ritrovarci. Abbiamo cambiato passo: non è solo una questione di schemi, ma di consapevolezza".

E aggiunge: "Siamo stati capaci di ricreare gli equilibri da capo, riuscendo a tamponare l'infortunio di DeVante' Jones che ci ha chiaramente ostacolato per oltre un mese. Prima avevamo tre bocche da fuoco che dominavano il gioco, mentre con l'assenza di DeVante' la squadra ha sentito la necessità di fare qualcosa di diverso. Abbiamo dovuto imparare a condividere la palla in modo nuovo. Non siamo perfetti, ma ci siamo arrivati, anche se a fasi alterne. Mi chiedete giustamente come si spiegano gli alti e bassi, e perché abbiamo fatto grandi partite contro le big come Bourg, Besiktas, Virtus Bologna o Milano e poi siamo caduti contro avversarie sulla carta più abbordabili, come Sassari. La mia idea è piuttosto banale, ma rispecchia la realtà: siamo partiti sapendo di doverci guadagnare spazio e rispetto, partendo da underdog. Quando la difficoltà era massima, la squadra era consapevole di dover alzare l'asticella dell'attenzione e dell'intensità, altrimenti non avremmo avuto scampo. La partita d'esordio contro Bourg, ad esempio, è stata uno shock. Abbiamo segnato 49 punti, sembravamo una squadra radunata mezz'ora prima al campetto. Quello scotto ce lo siamo portati dietro tutta la stagione; inconsciamente, ogni volta che ci approcciavamo a una squadra forte, l'asticella si alzava da sola. Dall'altra parte contro squadre contro cui pensavamo di poter competere più facilmente, il livello di attenzione calava. Io non glielo imputo come una colpa grave alla squadra: è un processo naturale".

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.