Sixers, il caso McCain non è chiuso: “Verremo giudicati più avanti”
A Philadelphia il dibattito non si placa. La trade che ha portato Jared McCain ai Thunder continua a far discutere, e non poco. Ma per la nuova dirigenza dei Sixers, guidata da Bob Myers, è semplicemente troppo presto per tirare conclusioni definitive. La linea è chiara: il giudizio arriverà solo quando si vedranno i risultati finali dell’operazione. Myers, chiamato a sostituire Daryl Morey dopo il licenziamento, ha affrontato di petto la questione. “Non voglio denigrare Daryl”, ha premesso, prima di riconoscere che la trade di McCain è un tema che “rimane in gola a molti tifosi” .
Il nodo è semplice: McCain, scelto alla 16 nel Draft 2024, aveva iniziato bene la stagione da rookie — oltre 15 punti di media nelle prime venti partite — prima dell’infortunio. A febbraio è stato spedito a Oklahoma City in cambio della 22ª scelta 2026 dei Rockets e di tre seconde scelte future. Una contropartita che molti tifosi hanno giudicato insufficiente.
Myers: “Saremo giudicati sul risultato finale”. Myers non si nasconde. Sa che lo scambio ha generato reazioni forti, ma invita alla calma: “Questo scambio non è ancora finito. Il nostro ruolo è assicurarci di scegliere il miglior giocatore possibile con la 22ª scelta”. L’ex GM dei Warriors ha ricordato come in passato fosse stato criticato per scelte di giovani prospetti valutate “F” dieci minuti dopo il Draft, quando nessuno li aveva ancora visti giocare. “Come fanno a sapere che è una F?” ha ironizzato. Il messaggio è chiaro: giudicare ora sarebbe prematuro.
McCain vola ai Thunder: un presente che pesa sul dibattito. Intanto, dall’altra parte, McCain si sta godendo il momento. A OKC ha ritrovato ritmo e fiducia, contribuendo alla corsa dei campioni in carica verso la finale di Conference. Le sue cifre con i Thunder parlano di 10.4 punti di media, tirando con il 46.2% dal campo e il 39.1% da tre. Numeri che inevitabilmente alimentano il rimpianto di parte della tifoseria.
Josh Harris: “Eravamo coinvolti. Fa parte di un piano più ampio”. Il co-proprietario Josh Harris ha confermato che la proprietà era perfettamente allineata alla decisione: “Eravamo coinvolti. Faceva parte di un piano più ampio… capisco la percezione, ma ora siamo concentrati su cosa fare con tutti i beni ottenuti”. E aggiunge un punto decisivo: capire se la trade sarà stata valida “tra uno o due anni”.
Una verità semplice: il giudizio è rimandato. Philadelphia ha scelto una strada precisa: accumulare scelte, ricostruire, guardare avanti. Oklahoma City, invece, ha aggiunto un talento immediatamente utile alla sua corsa. Chi avrà avuto ragione? La risposta non arriverà oggi, né domani. Come ripetono Myers e Harris, il verdetto arriverà solo quando la 22ª scelta e le future seconde si trasformeranno in giocatori reali. E allora, forse, si potrà finalmente capire se la trade McCain è stata un errore… o una mossa lungimirante.