Playoff NBA | SGA e la panchina Thunder mettono San Antonio a ferro e fuoco
Shai Gilgeous-Alexander firma una prestazione da MVP assoluto, chiudendo con 26 punti e 12 assist in una notte in cui Oklahoma City deve subito inseguire dopo un avvio shock. Il suo controllo dei tempi offensivi diventa la bussola che guida la rimonta, trasformando un -15 iniziale in una vittoria larga 123-108. Accanto a lui Jared McCain aggiunge 24 punti con presenza costante, mentre Jaylin Williams ne mette 18 dando sostanza e fisicità nei momenti in cui la partita sembra ancora in bilico. Tutto questo arriva senza Jalen Williams, fermato da un fastidio al bicipite femorale sinistro, dettaglio che rende ancora più evidente la profondità del gruppo di Mark Daigneault.
Il vero spartiacque però è la panchina dei Thunder, che travolge quella degli Spurs con un eloquente 76-23 nel confronto diretto. In questo contesto spiccano i 15 punti di Alex Caruso, simbolo di un secondo quintetto che cambia ritmo, intensità e tono emotivo della gara ogni volta che mette piede sul parquet. Oklahoma City costruisce così un margine progressivo, trasformando l’energia dei giocatori subentrati in un’onda lunga che San Antonio non riesce più a arginare. Ogni rotazione porta un contributo diverso, ma sempre coerente con l’idea di alzare la pressione sui due lati del campo e di mettere in difficoltà le scelte difensive avversarie.
Sul fronte Spurs, Victor Wembanyama chiude con 24 punti e resta il riferimento più costante, mentre Devin Vassell ne aggiunge 20 dando pericolosità perimetrale e soluzioni dal palleggio. Alla prima apparizione nella serie, De'Aaron Fox porta 15 punti e soprattutto un impatto immediato, visto che il suo rientro coincide con un avvio di gara che entra direttamente nei libri di storia. San Antonio scappa infatti sul 15-0 iniziale, la striscia più lunga per aprire una partita di finale di conference da quando esiste il play-by-play dettagliato, con Fox a inaugurare il parziale in penetrazione e Wembanyama a seguire con una tripla dopo un cambio di direzione su Isaiah Hartenstein. La tripla di Vassell vale il 10-0 e costringe Daigneault al timeout anticipato, ma l’inerzia costruita in quei minuti non basterà a reggere sulla lunga distanza.
Hartenstein interrompe la siccità dei Thunder con un floater sopra Wembanyama, venendo però sommerso dai fischi del pubblico per i contatti duri della gara precedente, e da lì la partita cambia lentamente pelle. Quando il lungo francese si siede in panchina, Oklahoma City piazza un 13-2 che riapre tutto e chiude il primo quarto sul 31-26, fotografia di un equilibrio ritrovato che gli Spurs non riusciranno più a spezzare con continuità. Rientrati sul 51-58, il clima resta teso anche dopo l’intervallo, con la serie che continua a essere fisica e nervosa: Stephon Castle finisce a terra in due tentativi consecutivi di schiacciata, il secondo dei quali porta a un flagrante foul di Ajay Mitchell e a tecnici per lo stesso Mitchell e per Vassell dopo un acceso scambio di parole. Poco dopo, due triple consecutive di Gilgeous-Alexander e Williams allungano il primo vero vantaggio Thunder fino all' 84-95 di fine terzo periodo. Per tutto l'ultimo quarto il gap in doppia cifra di OKC diventa controllo; Mitch Johnson apre la panchina arrendendosi a 1'51" dalla sirena e la serie prende una direzione chiara verso Oklahoma City in vista di Gara 4 di domenica. Si rimane al Frost Bank Center di San Antonio.