Cavaliers, Mitchell non molla: “Non siamo stanchi, la serie può girare”
Donovan Mitchell lascia il Madison Square Garden con la sua Cleveland sotto 2-0 nella finale di Conference, ma il suo messaggio è chiaro: niente panico. Il leader dei Cavaliers spiega che la sconfitta nasce soprattutto dai tiri sbagliati, non da problemi strutturali. “Non abbiamo fatto canestro, tutto qui” dice, convinto che le conclusioni prese fossero quelle giuste. La squadra ha tirato male dal campo e da tre, sbagliando anche diversi liberi, ma Mitchell insiste sul fatto che il processo offensivo sia rimasto solido.
Il suo commento è diretto: “In attacco non sono preoccupato” afferma, spiegando che la squadra ha attaccato l’area e trovato compagni liberi, ma a volte i tiri aperti semplicemente non entrano. Mitchell chiude con 26 punti, anche se nel primo tempo fatica a trovare ritmo mentre i Knicks prendono il controllo della gara. Il momento che spezza la partita arriva nel terzo quarto, quando New York risponde al pareggio di Cleveland con un parziale di 18-0 guidato da Brunson e Hart. Mitchell riconosce il merito degli avversari: “Hanno fatto le giocate giuste e segnato i tiri che dovevano segnare” commenta, accettando che la difesa su Brunson abbia aperto spazio agli altri, in particolare a Hart, autore di una serata eccezionale.
Il numero 45 dei Cavs parla anche degli aggiustamenti necessari: “C’è un equilibrio da trovare, guarderemo il video e capiremo come cambiare” spiega, lasciando intendere che la squadra valuterà come contestare meglio i tiratori e come gestire le diverse opzioni offensive dei Knicks . Mitchell cita anche la possibilità di difendere in modo diverso su più giocatori, segno di una lettura lucida della situazione.
Nonostante lo svantaggio, Mitchell resta convinto che la serie sia ancora aperta. Ricorda che Cleveland ha già rimontato situazioni simili nei turni precedenti e che la squadra ha superato due Gara 7 consecutive, un percorso che ha temprato il gruppo. “Non è la prima volta che affrontiamo l’avversità” dice, ribadendo che non c’è nulla di cui vergognarsi dopo Gara 2.
A chi gli chiede della stanchezza, Mitchell risponde senza esitazioni: “Non siamo stanchi, siamo pronti per Gara 3”. Respinge anche i dubbi sulle sue condizioni fisiche, assicurando di stare bene nonostante le immagini che lo mostravano dolorante durante la partita. Il suo pensiero finale è un invito alla fiducia: “Abbiamo fatto molte cose buone, ora dobbiamo tornare a Cleveland e fare il nostro”. La serie si sposta in Ohio, dove i Cavaliers devono difendere il campo per evitare un 3-0 che sarebbe quasi impossibile da ribaltare.