Gli Atlanta Hawks bloccano i Sixers dall'intervistare Onsi Saleh
La vicenda che coinvolge Atlanta Hawks e Philadelphia 76ers aggiunge un nuovo capitolo al mercato dirigenziale NBA, con una mossa che ha immediatamente acceso l’attenzione della lega. I Sixers, impegnati nella ricerca del nuovo responsabile dell’area basket, avevano infatti manifestato interesse per Onsi Saleh, figura emergente tra i dirigenti NBA, ma Atlanta ha scelto di bloccare ogni tentativo di colloquio, negando ufficialmente il permesso per un’intervista. Una decisione netta, che conferma quanto la franchigia creda nel proprio general manager.
Philadelphia aveva individuato in Saleh un profilo ideale per un ruolo di primo piano nel front office, anche perché il dirigente ha già lavorato con Bob Myers ai Golden State Warriors, lo stesso Myers che oggi guida la ricerca dei Sixers come presidente di Harris Blitzer Sports & Entertainment. Ma Atlanta non ha alcuna intenzione di privarsi di un dirigente che ha visto crescere internamente: assunto come assistant GM nel 2024 e poi promosso a general manager dopo il licenziamento di Landry Fields, Saleh è diventato rapidamente uno dei nomi più rispettati del panorama NBA.
La conferma arriva anche dal voto per l’Executive of the Year 2025‑26, dove ha chiuso al secondo posto dietro Brad Stevens, un riconoscimento che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il valore del suo lavoro. In questo intreccio tra ambizioni, strategie e protezione dei propri talenti dirigenziali, Hawks e Sixers si ritrovano su fronti opposti. Philadelphia continua la sua ricerca, mentre Atlanta manda un messaggio chiaro: il progetto passa anche – e soprattutto – dalla continuità del suo front office. E la scelta di blindare Onsi Saleh lo dimostra una volta di più.