Spurs, Wembanyama commenta gara 2: "Ci vuole uno sforzo più continuo"
Victor Wembanyama ha provato a leggere con lucidità la sconfitta degli Spurs in Gara 2, una partita che manda la serie a San Antonio sull’1-1 dopo il 122-113 incassato al Paycom Center. Il lungo francese non ha cercato alibi: per lui, la chiave è stata una combinazione di esecuzione imperfetta, troppe palle perse e un livello di energia non sempre all’altezza del momento. Eppure la sua prova è stata di quelle che restano negli occhi: 21 punti, 17 rimbalzi, sei assist e quattro stoppate, numeri che però non sono bastati a compensare i 21 turnover di squadra convertiti in 27 punti da Oklahoma City.
Il tema delle palle perse è diventato ancora più pesante dopo l’uscita di Dylan Harper per un problema alla gamba destra e l’assenza di De’Aaron Fox, fermato dal fastidio alla caviglia. Wembanyama è stato diretto: “Non bene”, ha detto quando gli è stato chiesto come la squadra avesse gestito la mancanza dei due principali portatori di pall . La sua lettura è stata semplice e tagliente: gli Spurs devono aiutare di più chi porta palla e prendersi cura del possesso con maggiore attenzione.
San Antonio aveva comunque trovato un modo per rientrare, arrivando fino al 99-97 grazie alla tripla dall’angolo di Harrison Barnes a 9:06 dalla fine . Ma l’11-0 immediato dei Thunder ha cambiato l’inerzia della gara in modo definitivo. Per Wembanyama, la frustrazione più grande è stata proprio l’energia spesa per rientrare, svanita in un attimo quando la partita sembrava riaperta: “È spendere così tanta energia per recuperare e poi lasciarla andare via” .
Sotto canestro, la battaglia è stata feroce. Oklahoma City ha risposto fisicamente dopo la sconfitta in Gara 1, e Isaiah Hartenstein ha inciso con 10 punti e 13 rimbalzi, di cui otto offensivi, un dettaglio che ha pesato moltissimo nella lettura del francese. Wembanyama ha insistito sul concetto di fiducia nello scouting e sul lavoro da fare prima che l’azione si sviluppi: “È tutto nello scouting… dobbiamo fidarci e fare il nostro lavoro in anticipo. È puro sforzo”. Nonostante la sconfitta, c’è stato spazio anche per i complimenti a Stephon Castle, autore di 25 punti e otto assist in una partita giocata con aggressività costante. Wembanyama ha definito la sua competitività “incomparabile”, riconoscendo quanto il rookie riesca a tirarli fuori da situazioni complicate.
Dall’altra parte, Shai Gilgeous-Alexander ha ritrovato la sua dimensione da MVP con 30 punti e nove assist, punendo gli Spurs soprattutto dal centro dell’area, dove in Gara 1 era stato limitato molto meglio. Wembanyama ha spiegato che la squadra era preparata agli aggiustamenti dei Thunder, ma non è riuscita ad applicare il piano con continuità: “Fa canestro, ma niente che non abbia fatto tutto l’anno… abbiamo lavorato su questo, ma non l’abbiamo applicato abbastanza”. Ora la serie si trasferisce a San Antonio per Gara 3, con entrambe le squadre alle prese con problemi fisici: Jalen Williams per OKC, mentre gli Spurs attendono aggiornamenti su Harper e Fox. In un confronto che sta diventando sempre più fisico e mentale, Wembanyama ha già indicato la strada: meno errori, più disciplina, più sforzo. E soprattutto, più continuità.