TAGLIA FUORI | Ep.4 - Il colpo di Trento, il massacro del Taliercio
Cose che andrebbero studiate dal punto di vista antropologico, dicevamo lunedì. E martedì ci pensa la parte alta del tabellone a confermare la lezione: Bologna, prima della classifica, campione d'Italia in carica, ha perso in casa contro l'ottava qualificata. Venezia, terza, ha vinto soltanto perché si è ricordata, dopo venti minuti di smarrimento, di essere Venezia. Quattro giorni di playoff, una sola favorita davvero al riparo, ed è Milano. Le altre tre fanno fatica. Spoiler, di nuovo: non funziona così, non quest'anno.
Bologna-Trento 84-87. Alla Virtus Arena va in scena l'esatto opposto del 102-71 di gara 1. Trento tira undici triple su trentuno, perde solo otto palloni e sta in vantaggio per ventuno minuti contro i dieci di Bologna. Steward fa il regista con diciotto punti e sette assist, Battle si prende la copertina con ventidue, Jogela mette la tripla pesantissima dell'81-80 quando, di solito, il palasport ti mangia. Bologna, di suo, è zoppa: la frattura scomposta di Alston Jr in gara 1 lascia un buco che si vede a occhio nudo, e Carsen Edwards, l'uomo da ventitré di gara 1, stasera si ferma a sei con due palle perse pesantissime. Reggono Morgan (rientrato dall'infortunio con diciassette punti), Diarra, Niang e Diouf, ma non basta. Le V Nere non sono fuori dalla serie, ma da venerdì giocano a Trento con mezza squadra da riscrivere. Cancellieri a fine gara dice che "l'orgoglio che noi abbiamo lo dovrebbero avere gli altri nei nostri confronti". Tradotto: è un altro campionato.
Venezia-Tortona 87-75. Due partite in una, di quelle che fanno la fortuna dei playoff e la sfortuna di chi li racconta. Nel primo tempo c'è in campo una Bertram seria, che chiude avanti 38-41 con Strautins e Baldasso dall'arco. Poi qualcosa, nell'intervallo, succede. La Reyer torna in campo con una difesa superlativa che annulla il quaranta percento dall'arco di Tortona, recupera palloni, vola in contropiede, e in quindici minuti la partita finisce. Cole diciannove, Parks sedici, Wiltjer quindici, Bowman nove: carico distribuito, esattamente quello che ti serve. Per Tortona è il deserto: Vital è un fantasma, Hubb (venti punti in gara 1) sparisce, a salvare l'onore ci pensa Gorham con ventuno punti uscendo dalla panchina. Troppo poco quando dall'altra parte cambiano faccia. Venezia vola sul 2-0 e venerdì va alla Nova Arena con due match-ball per la semifinale.
Tiro dall'angolo. In serie al meglio delle cinque, le assenze pesate non sono un alibi, sono una sentenza: Bologna senza Alston è una squadra da riscrivere in tre giorni, Reggio senza Brown sta tappando da due partite un buco strutturale, Brescia ha dovuto inventarsi gli eroi quando Della Valle è andato sottotono. E poi c'è il dettaglio degli aggiustamenti: Trento vince perché tira meglio e perde meno palloni, Venezia perché cambia faccia all'intervallo, Brescia perché Bilan e Nunn si caricano la squadra in spalla. Milano l'unica davvero sul 2-0 pieno, perché ha la rosa più profonda di tutte e perché Shields, anche nelle serate storte di Brooks, fa Shields. Da venerdì si rigioca tutto fuori casa, e chi pensa di aver già capito l'inerzia di questi quarti dovrà rivedere il film almeno tre volte. Da capo.