Donovan Mitchell guida i Cavs verso la rivincita: “Siamo solo un passo più vicini al nostro obiettivo”
Alla vigilia delle finali della Eastern Conference, Donovan Mitchell si ritrova di nuovo davanti ai New York Knicks, la squadra che due anni fa aveva interrotto la corsa di Cleveland. Questa volta, però, il contesto è diverso: i Cavs arrivano alla serie dopo aver superato Detroit in sette partite e con la consapevolezza di aver compiuto un passo importante nel proprio percorso di crescita. Mitchell lo riassume con lucidità: «Non siamo arrivati fin qui per fermarci. Siamo solo un passo più vicini». Il successo contro i Pistons ha rappresentato una liberazione dopo anni di delusioni: «È quasi un decennio che ci scontriamo con lo stesso problema… possiamo respirare, ma solo per 12 ore» . Un sollievo momentaneo, perché la sfida che attende Cleveland è di quelle che definiscono una stagione.
La minaccia Knicks: ritmo, profondità e riposo. Mitchell conosce bene il valore dell’avversario. Lo dice chiaramente quando elenca i punti di forza dei Knicks: «Tutto parte da Brunson e KAT, ma anche Mikal, OG e Hart sono stati fenomenali. E la loro panchina è stata grandiosa». Il fattore riposo è un tema centrale: New York arriva alla serie dopo nove giorni senza partite, mentre Cleveland gioca praticamente a giorni alterni dal 29 aprile. Mitchell non cerca alibi: «Hanno avuto tempo per recuperare, quindi dobbiamo essere pronti fin dal salto a due». E aggiunge un dettaglio personale che non vuole diventi una distrazione: «È bello giocare a casa, ma non conta. Dobbiamo essere concentrati» .
Cleveland cambia pelle: identità, resilienza e un gruppo che non molla. La serie del 2023 aveva messo in luce i limiti fisici e mentali dei Cavs, ma Mitchell rifiuta l’idea che quella etichetta valga ancora: «Non credo a quelle cose» dice Sam Merrill, parlando della presunta “softness” del gruppo, e Mitchell condivide la stessa linea di pensiero. La differenza, oggi, è la resilienza costruita attraverso una postseason piena di ostacoli:
- sotto a Toronto in Gara 5,
- sconfitti da un buzzer‑beater in Gara 6,
- in svantaggio in Gara 7,
- poi sotto 0‑2 contro Detroit.
Eppure, Cleveland ha sempre risposto. «Tutte occasioni per crollare, e invece abbiamo reagito». Mitchell vede in questo percorso la prova che la squadra ha finalmente capito cosa serve per competere: «Sappiamo cosa ci vuole» dice Evan Mobley, e il leader dei Cavs ne fa un mantra collettivo.
Una sfida che chiude un cerchio. La serie contro New York è anche un ritorno simbolico: nel 2023 i Knicks eliminarono Cleveland, e ora le due squadre si ritrovano in un contesto completamente diverso. Mitchell lo riconosce: «È un po’ come chiudere un cerchio» dice Merrill, parlando del nuovo capitolo tra due squadre profondamente cambiate. Per Mitchell, però, il passato non è un peso: è un riferimento. «Non siamo qui per accontentarci. Abbiamo ancora molto da dimostrare». La missione è chiara: trasformare la crescita in un risultato concreto. E per farlo, servirà la miglior versione del suo leader.