Yannay e l’Hapoel TA: “Migliori di Panathinaikos e Valencia, ma senza futuro in EuroLeague"
Ofer Yannay torna a parlare e lo fa con la franchezza che lo contraddistingue. Il proprietario dell’Hapoel Tel Aviv analizza la stagione appena conclusa e lancia un messaggio forte: la sua squadra, secondo lui, è superiore sia al Panathinaikos sia alla Valencia, le due avversarie che ha osservato da vicino nei playoff di EuroLeague. «Ho seguito la serie Panathinaikos–Valencia. Siamo migliori di entrambe!» afferma senza esitazioni . Eppure, aggiunge con amarezza, «Valencia è al Final Four e noi no». Una dichiarazione che fotografa perfettamente il suo stato d’animo: orgoglio per il livello raggiunto, ma anche la sensazione di aver lasciato per strada un’occasione enorme.
EuroLeague 2026‑27: “Non è sicuro che ci saremo, anche se rispettiamo i criteri”. Il punto più delicato delle sue parole riguarda il futuro europeo dell’Hapoel. Alla domanda se il club sarebbe stato confermato in EuroLeague anche senza il sesto posto, Yannay è categorico: «Nessuna possibilità! Non ci avrebbero dato la posizione». E guardando alla prossima stagione, nonostante la crescita del progetto, non si sbilancia: «Non sono sicuro che saremo lì l’anno prossimo, anche se rispettiamo i criteri». Parole che aprono scenari complessi, soprattutto in un momento in cui la competizione sta ridefinendo il proprio assetto. Yannay, però, lascia intravedere un’alternativa sorprendente: «O avremo una posizione permanente, oppure Adam Silver inviterà squadre israeliane al progetto NBA Europe». Una frase che pesa come un macigno e che conferma quanto il club stia guardando oltre i confini tradizionali del basket europeo.
Il roster: “Abbiamo un super‑star come Micic, ma poca esperienza EuroLeague”.Yannay entra poi nel merito della costruzione della squadra, elogiando il talento ma riconoscendo i limiti strutturali dell’Hapoel: «Abbiamo un super‑star come Vasilije Micic». Analizza poi il resto del gruppo con lucidità:
«Dan Oturu era il secondo o terzo centro dell’Efes»
«Elijah Bryant era come Colin Malcolm»
«Odiase è un centro da livello EuroCup»
«Gli israeliani sono ottimi per l’EuroCup, ma solo Madar aveva esperienza EuroLeague»
«Blakeney è già un fenomeno, ma senza esperienza EuroLeague». Un’analisi che mette in luce la filosofia del club: talento, ambizione, ma anche la consapevolezza che per competere stabilmente ai massimi livelli serve un salto di qualità nella profondità e nell’esperienza.
Tra orgoglio e rimpianto: l’Hapoel guarda avanti. Le parole di Yannay oscillano tra soddisfazione e frustrazione: «Da un lato c’è orgoglio, dall’altro la sensazione di un’occasione persa». La stagione ha mostrato che l’Hapoel può competere con le migliori, ma anche che il margine per consolidarsi in EuroLeague è ancora da costruire. E il futuro, almeno per ora, resta sospeso tra ambizione, incertezza e un progetto che potrebbe cambiare direzione in modo radicale.