Wembanyama, semplicemente ingiocabile: 41+24 e un messaggio da MVP in gara‑1

Wembanyama, semplicemente ingiocabile: 41+24 e un messaggio da MVP in gara‑1
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Victor Wembanyama sceglie il palcoscenico delle finali della Western Conference per firmare una delle prestazioni più imponenti della sua giovane carriera, guidando gli Spurs al successo per 122‑115 dopo due overtime contro Oklahoma City. Una prova da 41 punti e 24 rimbalzi che non solo trascina San Antonio, ma che risuona come un messaggio diretto al resto della lega, proprio nella notte in cui Shai Gilgeous‑Alexander riceve il suo secondo MVP consecutivo.

Dopo quasi cinquanta minuti in campo, il francese ammette la fatica, ma con lucidità sorprendente: «Fisicamente mi sento stanco, onestamente, ma non quanto ci si aspetterebbe… probabilmente è l’adrenalina». Una stanchezza che non gli impedisce di sigillare la partita con due schiacciate nel secondo supplementare, dopo aver già mandato la gara al primo overtime con una tripla profondissima a 28 secondi dalla fine: «Per quel tiro stavo solo pensando di prendermi il mio tempo».

La risposta al premio MVP e l’ambizione dichiarata. Il contesto della serata aggiunge peso alla sua prestazione. Mentre Gilgeous‑Alexander veniva celebrato come MVP, Wembanyama, terzo nelle votazioni, non nasconde che il risultato abbia acceso qualcosa dentro di lui: «Sì, certo… voglio quel trofeo molte volte nella mia carriera». Alla domanda se si senta il miglior giocatore del mondo, il 22enne evita proclami: «Mi sento stanco… il mondo ha 8 miliardi di persone, quindi 8 miliardi di opinioni». Una risposta che racconta più della sua maturità che della sua ambizione.

Una squadra “relentless”: difesa, durezza mentale e un rookie che sorprende. Wembanyama insiste sul messaggio collettivo: «Siamo pronti ad andare ovunque, contro chiunque… stasera siamo stati implacabili». Gli Spurs hanno risposto a ogni parziale dei Thunder, sopravvivendo a una gara che ha cambiato padrone due volte negli ultimi minuti dei regolamentari e che si è allungata fino al doppio overtime. Il francese sottolinea la durezza mentale del gruppo: «La durezza mentale devi averla sempre… riposeremo a luglio».

E aggiunge che partite così sono la miglior scuola possibile: «Abbiamo giocato cinque quarti». Fondamentale anche la difesa su Gilgeous‑Alexander, limitato a 7/23 dal campo e a un solo canestro nel primo tempo: «Tutti erano molto connessi oggi… dobbiamo continuare così». Tra le note più luminose della serata c’è il rookie Dylan Harper, autore di 24 punti e record di franchigia ai playoff con 7 recuperi: «Quello che mi colpisce è la sua maturità… il controllo del suo corpo è magnifico».

Fox fuori, ma presente: la leadership dalla panchina. San Antonio ha affrontato gara‑1 senza De’Aaron Fox, fermato da un problema alla caviglia, ma Wembanyama sottolinea quanto il veterano sia stato comunque determinante: «La sua guida con i giovani è fantastica». Nonostante la vittoria, il francese mantiene i piedi per terra: «Abbiamo ancora molto da fare, molto da imparare… ma abbiamo una chance» .

Redazione Pianetabasket.com
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