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Ettore Messina sul suo futuro: «Ho tutta la passione per tornare ad allenare»

21.05.2026 14:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Ettore Messina sul suo futuro: «Ho tutta la passione per tornare ad allenare»
© foto di Coppola/Ciamillo

Le Final Four saranno un grande evento come sempre”, esordisce così uno dei più grandi allenatori europei di tutti i tempi, Ettore Messina, in un'intervista esclusiva a Israel Hayom in vista del weekend decisivo di Atene. Dopo essersi dimesso dal ruolo di capo allenatore dell'Olimpia Milano in questa stagione (mantenendo il ruolo di presidente delle basketball operations), l'esperto tecnico ha analizzato le difficoltà di un'annata logorante: “È stata una delle stagioni più difficili in termini di calendario. Ci sono state 10 settimane con doppi turni e i giocatori hanno giocato anche con le nazionali. È stato un campionato molto impegnativo in cui è difficile mantenere la stabilità. Questo ha avuto un prezzo con non pochi infortuni. Ci sono giocatori che, con le partite delle nazionali, giocheranno circa 100 partite in questa stagione. Non è solo il numero di partite, è la pressione sui giocatori perché ogni partita è decisiva fin dal primo turno.” Nonostante le criticità, il fascino del torneo resta intatto: “Ci sono state molte belle partite, c'è stata competitività ed è un campionato che è sempre bello da guardare e ha molte particolarità. Molte squadre hanno investito ingenti risorse e ci sono sempre quelle che non raggiungono i propri obiettivi. Penso che l'Eurolega sia la competizione più difficile al mondo. Prima c'è un campionato lungo, poi tutto ricomincia nei playoff, e infine le Final Four dove due partite decidono l'intera stagione. È forse un sistema crudele, ma ha molta unicità e fascino. Per il pubblico, le Final Four sono qualcosa di molto speciale.

Spostando l'attenzione sulle sfide sul campo a Oaka, dove domani si giocheranno le semifinali di EuroLeague, Messina analizza la partita tra Olympiacos e Fenerbahce: “È una partita completamente aperta e questo è ciò che dirò anche per la seconda. È una partita tra due squadre molto sistematiche, che corrono con lo stesso allenatore già da qualche anno. Due squadre fisiche e profonde. L'Olympiacos sembra una macchina ben oliata e il Fenerbahce ha l'esperienza della vittoria della scorsa stagione. Il Fenerbahce gioca con la difesa sui cambi e vedremo come l'Olympiacos l'affronterà: forse sarà questa la chiave della partita. Nel Fenerbahce sarà importante vedere come Talen Horton-Tucker arriverà alla partita. Ha fatto una stagione incredibile, ma è un rookie a questi livelli. La domanda è come reagirà, ed è un'altra delle cose che decideranno la partita. Sarà interessante.” Altrettanto incerta la sfida tra Real Madrid e Valencia: “È sempre diverso quando giochi contro una squadra del tuo stesso paese. Il Real è favorito in ogni partita che gioca per il nome che porta sulla maglia. Tuttavia, si tratta di una partita aperta in cui l'aspetto mentale sarà determinante. Il Valencia ha stupito con la rimonta nella serie contro il Panathinaikos e ha dimostrato di non avere paura di nessuno. Sta facendo una stagione incredibile. Da un lato è la prima volta del Valencia alle Final Four, dall'altro il Real è senza Edy Tavares. Molto dipenderà se il Valencia riuscirà a imporre il suo stile speciale come ha fatto nella serie contro il Panathinaikos.” Una chiosa, infine, sul talento di Jean Montero: “Un talento incredibile. Ogni anno sviluppa sempre di più l'equilibrio nel suo gioco e la capacità di controllare la partita e di comprenderla. Sembra che la collaborazione tra lui e coach Pedro Martinez sia eccellente.

Un'analisi approfondita è stata riservata anche alle formazioni israeliane, protagoniste di un'annata anomala e complessa: “Prima di tutto bisogna ricordare il fatto che in questa stagione hanno giocato fuori casa, poi sono tornate in Israele e in seguito sono tornate di nuovo a ospitare le partite fuori da Israele.” Il tecnico spende parole di grande stima per Oded Kattash e il suo Maccabi Tel Aviv: “Ha saputo guidare la nave nonostante gli alti e bassi e le difficoltà. Il Maccabi è costantemente migliorato e nell'ultima parte della stagione ha giocato buone partite. Sono felice che abbia firmato per tre anni: è stato una leggenda del Maccabi come giocatore, e ora diventerà una leggenda come allenatore.” Elogi anche per il percorso dell'Hapoel Tel Aviv: “Raggiungere i playoff alla prima stagione in Eurolega. Non si può chiedere di più. Possono essere orgogliosi di ciò che hanno fatto e vedo che non si accontentano e hanno in programma di rinforzarsi per la prossima stagione.” Su Ofer Yannai, proprietario dell'Hapoel, aggiunge: “Non lo conosco personalmente, ma sono impressionato dal suo entusiasmo e dalla sua voglia di sognare in grande. Dobbiamo ringraziare tutti i proprietari delle squadre che arrivano e contribuiscono con se stessi e con i propri soldi per il bene delle squadre e del basket in Eurolega.

Infine, Messina affronta i grandi temi politici e strutturali della pallacanestro internazionale. Sulla fuga dei giovani talenti verso il college (NCAA), avverte: “[È] La sfida più grande del basket europeo. Dobbiamo giungere ad accordi o a una soluzione per questa situazione in cui i giovani talenti se ne vanno per i grandi soldi.” Riguardo al potenziale ingresso della NBA in Europa, auspica un fronte unito: “L'Eurolega è la competizione più grande al mondo dopo i playoff NBA. Penso che la grande forza dell'Eurolega sia l'impegno a lungo termine di quasi tutti i club. Questo significa che l'Eurolega si presenterà alle trattative con la NBA come un'entità unica e non come singoli. Credo che sarebbe una grande cosa per il basket se ci fosse un accordo tra l'NBA, l'Eurolega e la FIBA. La pallacanestro ha bisogno di pace e di regole e regolamenti chiari.” In chiusura, una sincera riflessione sulla sua lontananza dalla panchina. Messina ha confermato la sua intenzione di voler continuare a allenare: “A dire il vero, non è un grande piacere. Mi era già successo in passato dopo aver lasciato il Real Madrid. Sfrutto il tempo per riposare, imparare come fare ancora meglio in futuro e migliorare.” Sul possibile ritorno alle redini di una squadra, non ha però dubbi: “Non dipende da me. Qualcuno deve volermi. Ho tutto il desiderio e la passione per tornare ad allenare.

Iacopo  De Santis
autore
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.