Mike D’Antoni vede in Wembanyama un MVP destinato a dominare: la visione dell’ex coach Olimpia

Mike D’Antoni vede in Wembanyama un MVP destinato a dominare: la visione dell’ex coach Olimpia
© foto di nba.com

Mike D’Antoni ha espresso un giudizio netto sull’impatto difensivo di Victor Wembanyama, come riportato da ESPN in un’analisi firmata da Baxter Holmes, sottolineando come il centro dei San Antonio Spurs stia cambiando il modo in cui la NBA interpreta la difesa sul pick-and-roll. D’Antoni ha spiegato che la posizione del francese rende superflue alcune regole tradizionali utilizzate per difendere sui blocchi, perché la sua combinazione di lunghezza e tempismo gli permette di coprire spazi che altri giocatori non possono raggiungere.

L’ex allenatore ha dichiarato: «Insegniamo sempre a stare alti sul blocco», aggiungendo subito dopo: «Ma lui non deve essere lì». Secondo D’Antoni, Wembanyama può restare più arretrato rispetto agli standard abituali e comunque influenzare il tiro dell’avversario, grazie alla sua capacità di arrivare sul pallone anche partendo da una posizione più profonda. Ha spiegato che il francese rappresenta un profilo difensivo che non rientra negli schemi convenzionali e nei metodi di insegnamento diffusi nella lega, affermando: «Può stare indietro e influenzare comunque il tiro: è l’unico che può farlo».

D’Antoni ha poi tracciato una previsione a lungo termine sulla carriera del giocatore, dichiarando: «Ecco perché sarà MVP per i prossimi dieci anni». Una frase che sintetizza la convinzione che Wembanyama non sia soltanto un talento generazionale, ma un elemento destinato a ridefinire gli equilibri della lega per un periodo prolungato. L’impatto del francese è stato evidente in Gara 4 delle Western Conference Finals, quando gli Spurs hanno battuto gli Oklahoma City Thunder 103-82 pareggiando la serie sul 2-2 . Wembanyama ha chiuso con 33 punti, otto rimbalzi, cinque assist e tre stoppate, guidando una difesa che ha limitato Oklahoma City al trentatré per cento dal campo e a un 6 su 33 da tre punti. San Antonio ha controllato la partita fin dall’inizio, costruendo un parziale di 16-0 nel primo quarto che ha indirizzato la gara in modo definitivo.

Il rendimento nei playoff conferma la crescita del giocatore, che sta viaggiando a 22.4 punti, 11.7 rimbalzi e 3.8 stoppate di media in tredici partite di postseason . Anche la regular season ha mostrato un profilo statistico di altissimo livello, con 25.0 punti, 11.5 rimbalzi e 3.1 stoppate di media nella stagione 2025-26, chiusa al terzo posto nella corsa all’MVP e con il premio di Defensive Player of the Year già conquistato. 

La capacità di difendere grandi porzioni di campo pur restando fuori dalle posizioni tradizionali del pick-and-roll è diventata una delle principali sfide tattiche per gli attacchi avversari, che devono adattarsi a un giocatore capace di alterare tiri e spaziature anche quando sembra lontano dall’azione. La serie ora si sposta a Oklahoma City per Gara 5, dove i Thunder cercheranno di trovare contromisure alla struttura difensiva degli Spurs e al ruolo sempre più centrale di Wembanyama come protettore del ferro.

Redazione Pianetabasket.com
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