Mario Boni: «Olimpia Milano e gli italiani: a volte mi chiedo perché»
Durissimo commento di Mario Boni, oggi vicepresidente GIBA sugli italiani dell'Olimpia Milano. "Capisco che i soldi non sono tutto ma gran parte della vita, misurano la nostra libertà. Lo capisco", dice a Baseline Podcast. "Ma anche io mi domando: Tonut, un giocatore straordinario, lo ricordate a Venezia quanto fosse determinante, ora invece è 2/3 anni che... Io credo che abbia anche un po' di depressione immagino. Se non giochi veramente mai... Anche Flaccadori, o Bortolani prima. Tanti giocatori: Totè lo scorso anno è stato il miglior lungo italiano. Forse torna a Napoli, era stato straordinario, a me piace tantissimo e mi chiedo come sia possibile che non tocchi il campo neanche in campionato. Fermo restando che Peppe Poeta è un ottimo allenatore, e Milano sia una squadra straordinaria. Capisco la difficoltà dell'allenatore, però personalmente dispiace vedere giocatori fortissimi a Milano non giocare. Ci sono giocatori, Milano li prende e non giocano. Mi dispiace. A volte mi domando io perché".
Nella stessa intervista, Boni si dice favorevole alla riduzione degli stranieri nelle squadre. "Nel basket permetterei tre giocatori stranieri all'interno della squadra. Il pubblico si affezionerebbe molto come una volta. Se vogliamo superare il momento di difficoltà che ha la Nazionale, anche nel calcio... Forse ho esagerato con il numero, ma sarebbe un piccolo passo in più per aiutare i settori giovanili e dare il sogno di poter approcciare in Serie A sarebbe importante", dice Boni, che aggiunge. "C'è bisogno di crescere, nessun giocatore giovane entra ed è determinante".