Valtur Brindisi: il problema è la mancanza di equilibrio
Pochi giorni fa Matt Damon ha spiegato come Netflix voglia che nei diversi episodi di una serie la trama venga ripetuta. Questo perché la gente guarda lo smartphone e non presta attenzione a ciò che vede in tv. Vedere la Valtur Brindisi in trasferta è più o meno lo stesso, ovvero il ripetersi della stessa trama e, nelle ultime settimane, anche dello stesso finale: la sconfitta". Il 73-81 subìto a Cividale rappresenta la quarta sconfitta nelle ultime 5 trasferte e l’unica vittoria è stata ottenuta contro Roseto, fanalino di coda della classifica, e solo grazie a un canestro quasi allo scadere. In realtà è abbastanza incomprensibile come questa squadra possa trasformarsi non appena esca dalle mura del Pentassuglia e passi nel giro di tre giorni da una vittoria facile e convincente, ottenuta praticamente senza il supporto dei due americani, all’ennesima prestazione timida e impaurita. È un film già visto poco più di una settimana fa e si potrebbe anche dire che Cividale, pur priva di Ferrari, è un campo su cui è difficile vincere, ma l’andamento della partita è però troppo simile a tante altre per non trarne delle conclusioni. Ieri l’approccio è stato anche buono, con la squadra che ha giocato un buon basket per due quarti e mezzo, poi così come solito accadere arriva un momento di vuoto in cui si prende il classico parziale che non si riesce più a colmare. Ieri c’è stato negli ultimi due minuti del primo tempo, con un 8-0 di Cividale che ha spaccato la partita e l’ha sostanzialmente decisa. Esattamente come avvenuto a Livorno, Verona, Bologna, Bergamo, Rieti e Cremona, la Valtur Brindisi è stata incapace di reagire, lo ha fatto in modo confusionario e senza cercare più le soluzioni che avevano funzionato a inizio partita. A nulla è servito l’intervallo poiché il rientro in campo è stato anche peggiore, con Brindisi mai in partita e Cividale che è arrivata anche al +18 prima di rilassarsi e subire un mini parziale che ha portato lo scarto finale a +8 e ha permesso a Brindisi di mantenere il vantaggio nel doppio confronto.
QUESTIONE DI FISICO – Cividale è una squadra ben allenata e soprattutto molto fisica, brava a farsi valere soprattutto sul proprio campo. Memore della partita di andata, Brindisi avrebbe dovuto presentarsi sul parquet con un altro tipo di mentalità, mentre l’unico che sembrava pronto per “fare a botte” è sembrato Giovanni Vildera che ha ingaggiato un duello rusticano con Freeman più simile a quello di una partita degli anni 80 piuttosto che del 2026. Gli arbitri hanno tenuto un metro più che opinabile, ma, anche in questo caso, la colpa sta nel non adattarsi, al netto di alcuni decisioni cervellotiche come un fallo in attacco fischiato a Cinciarini, che ha lasciato senza parole anche i commentatori si Cividale su LNP Pass. Tutti gli altri, Copeland in primis, sono andati a scontrarsi contro una difesa che non aspettava altro che poter raddoppiare o mettere il fisico per chiudere le penetrazioni. Se l’attacco ha fatto vedere ben poco se non attacchi stantii nella ricerca di Esposito in post, la difesa ha fatto anche peggio. Anche quando Brindisi riusciva a trovare canestro con continuità, dall’altro lato del campo ha sempre concesso punti a Cividale, sbagliando tanti accoppiamenti difensivi, chiudendo i tiri in modo timido e con poca reattività. Bucchi ha addirittura azzardato una difesa a zona 3-2, forse mai vista finora, pur di dare una sveglia difensiva ai suoi, ma anche in questo caso le risposte non sono state quelle desiderate. Si potrebbe dire che questa è una squadra timida, e lo è sicuramente in tante occasioni, ma i problemi di Brindisi sono più profondi e si palesano clamorosamente in trasferta.
MANCANZA DI EQUILIBRIO – Il principale è proprio l’equilibrio tattico. Inutile girarci attorno, Cinciarini, Francis e Copeland insieme non funzionano e, se non lo hanno fatto finora, non funzioneranno mai. I 12 minuti concessi ieri a Francis può farli anche Maspero, anzi li farebbe meglio, e non sembra il caso di sprecare un americano non integrato, timido e che nelle ultime 5 partite ha tirato con il 18% da tre (6/32). Copeland sta facendo leggermente meglio, ma anche lui da quando è rientrato Francis sembra aver perso lo smalto della prima metà di stagione. A Brindisi manca terribilmente un’ala piccola, un elemento di raccordo tra i piccoli e lunghi. La squadra sembra infatti spaccata in due e, se in difesa c’è sempre Radonjic a metterci una pezza, in attacco i problemi aumentano. Il capitano è un giocatore fondamentale, ma è un 3 adattato, un ottimo 3&D, ma non gli si può chiedere di mettere la palla a terra e attaccare il canestro. Così Brindisi resta senza nessuno che vada al ferro, che sia in grado di penetrare, far collassare il pitturato e trovare compagni sugli scarichi. In questo modo invece, non si crea mai vantaggio e sia i lunghi che i piccoli si trovano sempre a cercare tiri contrastati, con il conseguente abbassamento delle percentuali. In poche parole l’attacco di Brindisi o cerca il tiro da fuori oppure il tiro da sotto, con il passaggio in post come unico elemento di raccordo. A volte funziona, soprattutto grazie a i tagli che, quando effettuati con continuità, rendono sempre pericoloso l’attacco, ma a volte no e iniziano i guai. Nella bella vittoria contro l’Urania Milano, Brindisi è entrata in campo con l’idea di attaccare in modo veloce, senza aspettare che la difesa fosse completamente posizionata. È andata spesso al ferro, si è passata la palla e a volte si è accontentata del primo tiro disponibile. Non a caso Vildera è stato dominante, Brindisi ha chiuso con 5 giocatori in doppia cifra e una bella vittoria di venti punti, a dimostrazione che quando si attacca in penetrazione e si ha un play come Cinciarini in grado di leggere i raddoppi due secondi prima degli altri, poi viene tutto più semplice e si trovano canestri facili.
UNA CAMPIONATO CHE ASPETTA – Brindisi sta avendo la grande fortuna che questo di A2 è un campionato molto equilibrato, che ti aspetta, in cui gli stop delle big sono abbastanza frequenti. Nonostante le quattro sconfitte nelle ultime cinque partite in tasferta Brindisi è sempre nel gruppone delle seconde a soli due punti da Pesaro. Se da una parte ciò fa aumentare il rammarico perché sarebbe bastato davvero poco per essere già in fuga solitaria, dall’altra infonde tranquillità perché dice che ancora nulla è perduto e si è ancora in tempo per aggiustare la squadra. Non è però detto che la classifica continui ad aspettare all’infinito e si è visto come ci siano squadre capaci di infilare 7/8 vittorie consecutive, quindi se si deve agire il momento è sicuramente questo. Perdere altro tempo potrebbe voler dire abbandonare il sogno della promozione diretta.