Esclusiva PB

Siamo ancora in tempo ad evitare lo sfascio della pallacanestro italiana di Serie A?

07.01.2026 12:55 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
Siamo ancora in tempo ad evitare lo sfascio della pallacanestro italiana di Serie A?
© foto di FIBA

Assistere ieri pomeriggio alla partita di BCL tra Hapoel Holon e Trapani Shark ci ha fatto nascere le farfalle nello stomaco, come hanno coniato gli inglesi per descrivere situazioni intense ed emotivamente stressanti, sentendoci coinvolti nello stato d'animo dei cinque giovani granata quanto sentendoci traditi da come la pallacanestro italiana avesse deciso di infilarsi in questo cul-de-sac che, ci sembra, sarà deciso a colpi di forbice nelle aule di tribunale. E il magone, non facciamo fatica a dirvelo, ci sta durando per parecchio tempo stupendo noi che pensavamo di aver maturato anticorpi eccezionali avendo vissuto la fine della parabola della Montepaschi Siena nel 2014. Ma tra ieri e oggi non ci sono confronti da fare, sono situazioni (Minucci si dichiarò colpevole degli ingaggi a nero) e momenti storici completamente differenti. Siamo anche andati a rileggerci quanto scritto lo scorso 18 dicembre, titolato "FIP, LBA e Trapani Shark: necessario mediare una soluzione per il bene del movimento": un articolo donchisciottesco, vista la piega degli eventi successivi. 

Al di là delle ragioni delle parti, la nostra impressione è che taluni gruppi di influenza avessero calcolato che dietro Antonini ci fosse il nulla, economicamente parlando, e che le costrizioni regolamentari lo avrebbero condotto al ritiro della squadra e al successivo fallimento. Gherardini e la LBA non hanno fatto pigolo alla richiesta di comprensione. Come l'auto sul ciglio del burrone: basta una spintarella. Il presidente Petrucci dichiarava che bisogna agire nel rispetto delle regole? E così è stato: presentarsi a Bologna per disputare la 14esima di campionato avrebbe significato 250.000,00 euro di multa, non presentarsi alla partita di BCL 600.000,00 euro di multa. Totale 850.000 euro. Più del costo degli ingaggi di tutti i giocatori che gli sono rimasti. Cosa avreste fatto, chiediamo ai Salomoni di turno. Il regolamento prevedeva la possibilità di non andare alla Virtus Arena? Si. Il regolamento prevede che si possano schierare solo cinque giocatori in campo? Si, e prevede anche la decisione della FIBA di non disputare alla luce del risultato la gara di ritorno, altri costi in meno per la Shark.

Il prezzo vero lo hanno pagato ragazzi che non vorrebbero perdere nemmeno una partitella estiva al campetto, apparentemente sostenuti da un sindacato che ha detto qualcosa solo quando erano nel tritacarne di Samokov, un tentativo inane di salvare la faccia. E questa esposizione dei giocatori non è prevista da alcun regolamento, ne possono approfittare tutti. Alle 14:00 inizia un nuovo capitolo di questa saga dello sfascio presso il tribunale federale FIP, e non tutto è ancora perduto. Don Chisciotte è ancora qui che vi parla e vi chiede di ricomporre i cocci sapendo che non è facile senza la volontà di provarci. La pallacanestro italiana ha bisogno di ben altro che dei risentimenti personali e degli interessi micragnosi di bottega in questo momento.