Napoli, Fadini durissimo: «Non c'è progetto. La società deve diventare una società»

21.02.2026 14:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Napoli, Fadini durissimo: «Non c'è progetto. La società deve diventare una società»

Andrea Fadini, scout Nba ed gm Basket Napoli nell’epoca della presidenza Maione, è intervenuto sul delicato momento del Napoli basket durante il 54simo round di “Canestro” in onda venerdì 20 febbraio su Stile Tv, canale 78 in Campania. “Aamir Simms? Lo conosco dai tempi di Parigi, prima che arrivasse a Venezia. Ha talento, fisico e avrebbe potuto giocare in Nba ma non c’è riuscito per un problema di discontinuità. Anche se in Coppa Italia contro la Virtus Bologna è stato il miglior difensore della squadra napoletana. La verità è che non era uno da ingaggiare. Sì ti abbaglia per certe giocate ma non è costante nel rendimento, ripeto”.

E poi il discorso è puntato su Naz Mitrou-Long, altro busillis dell’emisfero cestistico partenopeo, e poi su tutta la dimensione societaria: “Mitrou-Long non è quello di tanti anni fa ma non è solo lui il problema. Il crollo di Napoli è prodotto da diverse ragioni. Il problema è che gli azzurri in attacco giocano in modo monocorde. Solo col corri e tira. Se tirano col 40% da 3 punti vincono; se tirano col 30% invece perdono. Da 2 punti hanno problemi. Non è una squadra adatta a difendere. Stefano Gentile è un giocatore agli antipodi con questo tipo di impostazione di gioco. Eppure è un ragazzo che ancora potrebbe dare il suo contributo. So di una rivoluzione in atto; bene, rivoluzione a febbraio? Perché non l’hanno fatta dicembre? Io invece oggi farei ben poco anche per un discorso economico che può essere molto dispendioso. Qual è l’obiettivo oggi? I playoff? Ok, questo è il campionato italiano più scarso degli ultimi anni. Napoli ha tutte le carte in regole per andare ai playoff più per esclusione che per meriti. La Napoli dell’anno scorso, targata Valli, era migliore di quella di quest’anno; eppure si è salvata in extremis. Napoli non ha un progetto. Va programmata la stagione dell’anno prossimo. C’è un’altra questione: la società deve diventare una società. Inutile fare i proclami con Shaquille O’ Neal o Nba Europe. Sono specchietti per le allodole. Se sei una società americana con un patron americano lavora come si lavora in America. Fai il club americano. Mai dare la carta bianca ad un uomo solo in termini tecnici e societari. L’allenatore deve fare l’allenatore, stop. Negli States, un universo che io conosco bene per aver frequentato e lavorato con diverse franchigie Nba, le decisioni vengono prese di concerto ascoltando più uomini”. 

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.