Caso Serie B Femminile: petizione per la formula delle Finali Nazionali

21.02.2026 00:33 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Caso Serie B Femminile: petizione per la formula delle Finali Nazionali

Riceviamo e pubblichiamo un vero e proprio caso che si sta verificando in Serie B Femminile, dove una petizione ha raggiunto e superato le 1600 firme. Il motivo? La formula delle Finali Nazionali annunciata. La promotrice è Rachele Porcu, che scrive a nome suo e "di tutte le giocatrici firmatarie per esprimere alcune riflessioni e perplessità". Si parla di rispetto e tutela delle atlete: "La maggior parte delle giocatrici che militano nel campionato di Serie B svolge parallelamente un’attività lavorativa, così come molti allenatori e dirigenti. La programmazione di una fase finale che richiede un impegno di una settimana, nel mese di giugno, comunicata con un preavviso di pochi giorni, ci pone in una situazione di difficoltà. Come possiamo assentarci dal lavoro per un periodo così lungo senza un adeguato anticipo? Come possiamo richiedere ferie o permessi con un preavviso di circa otto giorni?".

Altra perplessità è legata alla formula tecnica prevista: sei partite in sette giorni
"Comprendiamo il desiderio di concentrare l’evento in un’unica manifestazione, ma riteniamo doveroso evidenziare che si tratta di gare di alto livello competitivo, fisicamente e mentalmente impegnative, in cui è in palio una promozione. Una tale densità di partite, che ricorda formule tipiche di competizioni giovanili, solleva interrogativi legittimi sotto il profilo della tutela fisica delle atlete, del rischio infortuni e della qualità tecnica dello spettacolo offerto. Non si tratta di semplici partite, ma di confronti decisivi che meritano di essere disputati nelle migliori condizioni possibili".

La richiesta alla FIP
"Con questa lettera chiediamo pertanto alla Federazione di valutare con attenzione la possibilità di riconsiderare la formula della fase finale, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello tecnico, al fine di trovare una soluzione che possa conciliare le esigenze promozionali del movimento con la realtà concreta delle atlete che ne sono protagoniste. Non vorremmo mai arrivare al punto di scendere in campo senza poter esprimere al meglio il nostro valore o, peggio ancora, con la sensazione di non essere state messe nelle condizioni adeguate per competere. Non appartiene alla nostra mentalità, né al nostro DNA sportivo, affrontare una competizione con spirito rinunciatario. Confidiamo nella sensibilità della Federazione e nella volontà di ascolto verso chi, ogni giorno, contribuisce con impegno e passione alla crescita del basket femminile italiano".