Giustizia obliqua: Osetkowski sospeso per doping a tempo scaduto in Spagna
Dopo oltre due anni di incertezza e 27 mesi per esattezza, è arrivata la sanzione per il test antidoping positivo di Dylan Osetkowski risalente al periodo in cui giocava all’Unicaja Málaga di Coppe, Supercoppe e Intercontinentale nel 2023. Per mesi il caso era sembrato chiuso: il giocatore aveva completato un’intera stagione in Spagna senza provvedimenti e in estate aveva firmato con il Partizan Belgrado convinto, come il club serbo, che il fascicolo fosse ormai decaduto e prescritto. La positività alla cannabis non aveva prodotto conseguenze immediate ma la scorsa estate il Barça, che aveva inizialmente un accordo con lui, si era tirato indietro: solo per prudenza oppure per giustizia a orologeria, come amiamo dire in Italia? Tutto lasciava pensare che la vicenda fosse archiviata.
La sorpresa è arrivata nel 2026, quando la CELAD ha imposto una squalifica di dieci mesi datandola 19 dicembre 2025, con il numero 12/25, che impone una sospensione di 12 mesi al giocatore. Questo ovviamente ha scatenando la rabbia del Partizan, già in una stagione turbolenta, che ha da poco rilasciato Cameron Payne e si appresta a concedere il trasferimento a Badalona a Jabari Parker. Il club ha appreso della sospensione il giorno della partita contro il Real Madrid. Fatto ricorso, poche ore dopo i tribunali di Madrid hanno concesso una revoca temporanea, permettendo a Osetkowski di tornare disponibile - anche se non potrà giocare prima del 25 febbraio non essendo prudenzialmente stato inserito nella lista per la Radivoj Korac Cup - nella sfida contro il Fenerbahçe. La situazione resta però in bilico: l’Agenzia antidoping spagnola ha tre giorni per presentare ricorso, e solo allora si saprà se il Partizan potrà contare sul giocatore o dovrà correre ai ripari entro la scadenza del 25 febbraio per tesserare un eventuale sostituto in EuroLeague.