L'indagine NBA sui Clippers e Kawhi Leonard potrebbe comportare punizioni
Secondo quanto riportato da The Athletic, all’inizio della stagione molti addetti ai lavori ritenevano che l’indagine NBA sulle presunte irregolarità contrattuali tra i Los Angeles Clippers, Kawhi Leonard e la società fintech Aspiration non avrebbe portato a sanzioni significative. L’ipotesi era che l’accordo di endorsement “fantasma” contestato non avrebbe avuto conseguenze pesanti sul fronte del salary cap. Negli ultimi mesi, però, il clima attorno alla vicenda è cambiato. Nelle settimane che hanno preceduto l’All‑Star Game, le voci su una possibile punizione severa nei confronti dei Clippers si sono fatte molto più insistenti, al punto che diverse fonti parlano di un “intervento deciso” da parte della lega una volta conclusa l’indagine.
Alcuni osservatori avevano ipotizzato che la NBA potesse rimandare l’annuncio dei risultati per evitare di oscurare gli eventi dell’All‑Star Weekend ospitati proprio all’Intuit Dome, la nuova casa dei Clippers. Adam Silver ha però smentito categoricamente questa teoria, ribadendo che la tempistica dell’inchiesta non è influenzata dal calendario della lega e che il lavoro è affidato in totale autonomia allo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz. «È un’indagine estremamente complessa», ha spiegato Silver. «C’è un’azienda in bancarotta, migliaia di documenti da analizzare e numerosi testimoni da ascoltare. E, per essere chiari, il fatto che l’All‑Star Game si svolga a Los Angeles non ha avuto alcun impatto sui tempi. Il nostro mandato allo studio Wachtell è semplice: completare il lavoro e presentare le raccomandazioni alla lega. Siamo a quel punto del processo». La sensazione, ora, è che la conclusione dell’inchiesta possa davvero portare a conseguenze rilevanti per la franchigia californiana.