Carlton Myers rivela: «I Knicks mi invitarono al camp, non risposi. Gli idoli? C'ero io e io»

17.02.2026 13:20 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Carlton Myers rivela: «I Knicks mi invitarono al camp, non risposi. Gli idoli? C'ero io e io»

Intervistato da Gianluca Gazzoli, Carlton Myers ha raccontato di un retroscena legato alla NBA e la mancata risposta ai New York Knicks. "Prima di tornare a Rimini ho avuto l'invito per partecipare al camp dei New York Knicks, dove allora la guardia titolare era Starks. Non è tanto che non ci sono andato, è che non ho neanche risposto. Era un fax. A me non mi devi toccare Rimini. Ho girato il mondo, ma nutro nei confronti della città di Rimini... Io mi sento riminese, romagnolo al 90%, solo perché ho il passaporto inglese. La mia terra è quella. Quando sono andato a giocare a Pesaro o a Bologna ero ancora vicino... Poi a Roma pensavo: "Caspita...". Figurati come potevo andare a New York.

Erano tempi diversi. Esposito ci andò, per esempio. Lui e Rusconi, a Phoenix. Erano tempi diversi, a parte questi due. Oggi il campionato NBA guarda all'Europa con grande interesse, perché il divario non è più quello di una volta. Non era una cosa che mi interessava. Non mi pento, essendo cristiano confido nel fatto che ci sia un disegno per ognuno di noi, doveva andare così. Secondo me non sarei rimasto con mia moglie, non sarebbero nati i miei figli. E non avrei accettato il Signore come mio personale salvatore. Ogni tanto mi viene in mente: "Chissà se sarei riuscito o meno". Ma non perché sono dispiaciuto o pentito".

La mentalità e il mancato contatto con MJ
"Gli idoli? Ce l'avevo: me stesso. Un po' mi vergogno a dirlo. Questo egocentrismo, non in maniera cattiva. Ma c'ero io, io, io e io. Ero concentrato su quello che dovevo fare. Avevo un contratto con Nike, mi proponeva le scarpe di Jordan e pensavo: "Perché mi devo mettere le scarpe di Jordan?". Mi pento tantissimo, ho perso l'occasione di conoscere personaggi come lo stesso Jordan, ogni tanto organizzavano qualcosa con Nike. Poteva capire che gli atleti si incontrassero. Mi dispiace tantissimo. Stavano organizzando una cena, mi dissero che forse ci sarebbe stato Jordan. Dissi di no. Mi dispiace essere stato così. Avrà avuto dei pro e dei contro, sicuramente".