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Dietro l'esonero di Israel Gonzalez a Trieste: scarsa continuità e frizione negli spogliatoi

16.02.2026 09:45 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Dietro l'esonero di Israel Gonzalez a Trieste: scarsa continuità e frizione negli spogliatoi
© foto di Mazza/Ciamillo

La decisione della Pallacanestro Trieste di esonerare coach Israel Gonzalez sorprende per le tempistiche, praticamente alla fine della settimana che anticipa quella della Coppa Italia. Ma allo stesso tempo altro non è che il risultato delle indiscrezioni che si sono susseguite durante tutta la stagione. Il tecnico spagnolo paga la scarsa continuità, sia in stagione che nelle singole partite stesse. La doppia sconfitta in Champions League contro Nymburk e Gran Canaria ha di fatto compromesso il cammino europeo, e nella convinzione del patron Paul Matiasic questo gruppo ha tutto per ambire ai massimi risultati in tutte le competizioni. Tornando a Gonzalez, si sono registrate a più riprese anche divergenze e un rapporto con la squadra frenato da incomprensioni (a dicembre si parlò di una lite tra Toscano-Anderson e coach Israel Gonzalez, tanto per fare un esempio).

TEMPISTICHE - Come detto quello che sorprende è il quando sia arrivata questa decisione. Ovvero dopo una partita impeccabile contro Napoli, nella quale è stato eguagliato anche il record per punti segnati in un primo tempo nella storia della Serie A. Sarà Francesco Taccetti a guidare la squadra, e la prima da capo allenatore coinciderà con il quarto di finale di Coppa Italia. Non proprio un impegno banale, con Milano a guardare la situazione dall'altra parte (attenzione all'effetto del cambio allenatore). In difesa di Gonzalez si potrebbe dire che gli obiettivi erano stati fino a qui raggiunti: dalla qualificazione in Coppa Italia fino al percorso in Champions League dove Trieste è arrivata alle Top 16, ma anche una posizione stabile in zona play-off di LBA. Il tutto, va considerato, nonostante l'assenza per settimane di Mady Sissoko e Colbey Ross. Eppure anche una parte dei tifosi non era soddisfatta dal gioco messo in campo dal coach spagnolo. 

SUBENTRA TACCETTI - Dagli uffici della Nike, dove gestiva server e reti informatiche, ai parquet più caldi della Serie A: la parabola di Francesco Taccetti è la storia di una scommessa vinta contro ogni previsione. Nato nel 1977, Taccetti ha abbandonato una solida carriera da project manager a 35 anni per inseguire una passione sopita, iniziando dalle giovanili di Ravenna e scalando le gerarchie con una rapidità impressionante. Dopo l'apprendistato con tecnici del calibro di Antimo Martino e Attilio Caja, e i successi come la finale di FIBA Europe Cup con Reggio Emilia e la storica Coppa Italia vinta con Brescia nel 2023, quello che era iniziato quasi per gioco con un corso per allenatori si è trasformato in una "seconda vita" professionale di altissimo profilo, costruita su dedizione e talento. Oggi, quella scalata silenziosa tocca il suo apice alla Pallacanestro Trieste, dove Taccetti è stato promosso capo allenatore in seguito all'esonero di Israel Gonzalez. Arrivato nell'estate 2024 come "Defensive Coordinator", ha convinto il GM Michael Arcieri grazie alla sua rara umanità e alla capacità di comunicare con la stessa efficacia sia con le stelle americane che con i giovani aggregati. Per Taccetti, che trova la chiarezza mentale nella corsa e fa della difesa la sua identità tecnica, questa nomina rappresenta l'occasione della vita: guidare una piazza appassionata, trasformandosi da architetto della retroguardia a unico responsabile delle sorti della squadra, pronto a dimostrare che quel cambio vita radicale era un destino già scritto. La prima sfida è di altissimo livello, contro l'Olimpia Milano, quarto di finale di Coppa Italia a Torino.

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.